Colpo di fuoco batterico: come riconoscere i sintomi di questa malattia causata dall’Erwinia amylovora

Se avete un melo o un sorbo in giardino, controllate i rami: alcuni sono anneriti? Sembrano bruciati? Brutta notizia: l’albero potrebbe essere stato colpito dal Fire Blight, malattia nota anche come colpo di fuoco batterico. Si tratta di una patologia grave, altamente distruttiva. Per questo è importante imparare a riconoscere i sintomi sin dagli esordi della malattia in modo da prevenirne la diffusione e proteggere gli altri alberi.

Tutto quello che volevate sapere sul colpo di fuoco batterico

colpo fuoco batterico
Crediti foto: @I, Paethon, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il colpo di fuoco batterico o Fire Blight è una malattia batterica causata dall’Erwinia amylovora, un batterio che tende a colpire molte specie della famiglia delle Rosaceae. Il che vuol dire che a rischio sono meli e meli selvatici, peri, meloni, sorbo, Amelanchier, biancospino, lamponi, rose e in generale tutte le piante che appartengono ai generi Malus, Prunus, Rosa, Crataegus, Amelanchier e Pyrus, solo per citare quelli più diffusi.

Il batterio in questione penetra nell’albero tramite ferite o spaccature. Per proliferare necessita per forza di un ospite vivente. Particolarmente a rischio il periodo di fioritura primaverile, quando l’agente patogeno riesce a penetrare nelle piante, migrando poi nei germogli.

Questo perché, durante la stagione fredda, il batterio sverna in neoformazioni presenti su tronchi, fusti e rami, ma non solo: sverna anche nei frutti vecchi e avvizziti. Quando le temperature primaverili aumentano, poi, il batterio si riattiva e inizia a moltiplicarsi.

Da queste neoformazioni esce fuori una sostanza appiccicosa che attrae api e mosche, le quali finiscono poi col trasportare l’infezione sui fiori. Ma non solo: anche schizzi di pioggia, ferite occasionali causate alle piante e attrezzi da giardinaggio contaminati possono contribuire a diffondere la malattia.

Una volta penetrato nell’albero o nell’arbusto, i batteri si diffondono lentamente attraverso il sistema vascolare dell’albero, raggiungendo così altri fusti e rami. Finendo poi con l’uccidere la pianta.

Per questo motivo è importante saper riconoscere i sintomi di questa malattia sin dai suoi esordi. Il primo sospetto di presenza di colpo di fuoco batterico deve venirvi quando notate un solo ramo malato, mentre tutti gli altri intorni sono sani. Il ramo presenta foglie che ingialliscono e si arricciano inizialmente.

Quando poi la malattia prosegue, noterete che le nuove foglie sono marroni, con una caratteristica forma a uncino accartocciato. Queste foglie spuntano soprattutto nella parte più giovane e tenera del fusto. Anzi: questi sintomi sono i soli che probabilmente noterete sulle cortecce più giovani. Questo perché i cancri del tronco compaiono soprattutto nelle forme più avanzata e fatali.

Fra l’altro le foglie e i frutti morti persistono marroni e appassiti sui rami, sembrando quasi bruciati. Fra gli altri sintomi, noterete fiori che inizialmente appaiono imbevuti d’acqua, poi appassiscono e diventano marroni. Successivamente toccherà al ramo diventare marrone e secco. I fiori ingialliti, poi, tendono a rimanere attaccati al posto di cadere man mano che il frutto cresce (come dovrebbe fare in teoria).

Più facile, però, notare come la punta dei germogli assuma una forma a “J” che sporge in maniera evidente. Il germoglio prende una forma ad amo, a volte con essudato batterico biancastro che sgocciola (m non sempre è presente). Anche in questo caso le foglie appassite, al posto di cadere, rimangono attaccate al ramo per tutta l’estate.

Controllate anche la corteccia: appare raggrinzita e screpolata. Potreste anche notare macchie viola scuro, marrone o nero, con corteccia che si sfalda e la parte sottostante che diventa bruno-rossiccia.

La brutta notizia è che il colpo di fuoco batterico non ha cura. Una volta che la pianta è malata, probabilmente è condannata. Però potete sempre provare a prevenirne la diffusione. Ovviamente quando piantate un albero, dovrete scegliere varietà resistenti alla malattia. Che non vuol dire che non si ammaleranno mai, ma che magari presenteranno una progressione della patologia più lenta, dandovi il tempo così di bloccarla prima che raggiunga il tronco principale (che rappresenta il punto di non ritorno per quell’albero).

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Crediti foto: @I, Paethon, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Cercate di eliminare rami malati e cancri man mano che li trovate. Tagliateli quando il clima è asciutto, rimanendo ad almeno 20 centimetri di distanza dal punto infetto. Se il ramo non è fondamentale per la struttura dell’albero, meglio eliminarlo del tutto. Usate sempre strumenti disinfettati e sterilizzati quando passate da un ramo all’altro (va bene alcol isopropilico al 70% o anche candeggina diluita al 10%). Bruciate poi il materiale infetto, non usatelo nel compost altrimenti diffonderete ulteriormente la malattia.

Attenzione: questo lavoro non fa parte delle potature di routine, si tratta di una potatura straordinaria in caso di emergenza.

Nel caso la malattia si sia già diffusa al tronco principale, vuol dire che quell’albero è morto: dovrete rimuoverlo tutto, compreso il ceppo (qui vi spieghiamo come eliminare i ceppi dal giardino).

Esistono in teoria anche spray chimici che possono contribuire ad arrestare la diffusione della malattia. Tuttavia li si usa solo nei frutteti commerciali e funzionano solamente se applicati al momento giusto. Se usati a sproposito, si rischia di creare resistenza batterica.

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