Santoreggia invernale: trucchi e segreti per coltivare questa bella pianta aromatica
Arricchire l’orto delle piante aromatiche potrebbe non sembrare semplice a prima vista. Rosmarino, salvia, basilico, prezzemolo e menta ce li abbiamo tutti. Ma se volete stupire gli amici, perché non aggiungere anche la santoreggia invernale? Fa sempre parte della famiglia delle Lamiaceae e, in quanto tale, nota da tempo per le sue proprietà aromatiche e i suoi benefici per la salute.
Come coltivare la santoreggia montana?

Degli effetti benefici e delle caratteristiche della santoreggia montana ne avevamo parlato già in passato. Qui vogliamo concentrarci su un altro aspetto: la sua coltivazione. La santoreggia invernale o Satureja montana, se preferite il nome nella classificazione scientifica, è una pianta aromatica perenne originaria della zona meridionale dell’Europa.
Alta al massimo 50 cm, tende ad avere un portamento cespuglioso con fusti ramificati. I fusti, a loro volta, possono essere eretti o striscianti. E sono caratterizzati da una sorta di peluria verdastra in cima. Le radici sono fibrose e fitte, mentre le foglie sono di colore verde, lisce e lanceolate.
I fiori sono piccoli, bianchi, raggruppati in infiorescenze in cima agli steli. La pianta si moltiplica sia tramite semi che per suddivisione dei cespi. La semina si svolge in autunno, mentre se si opta per la semina in vassoi, si può aspettare anche novembre-dicembre. La divisione dei cespi, invece, può essere fatta sia in primavera che in autunno.
Come posizione, la santoreggia montana o invernale ama il sole. Tuttavia riesce anche a crescere in mezz’ombra. Vuole un clima temperato, ma resiste tranquillamente anche a temperature al di sotto degli 0°C.

Dovrete fornirle un terreno fertile, ben drenante, calcareo e sciolto. Non ama assolutamente i terreni argillosi troppo compatti, in quanto non tollera i ristagni idrici. Prima della semina dovrete concimare usando del letame ben maturo, mentre durante la fase di crescita necessiterà di regolari applicazione di fertilizzanti a lento rilascio.
A questo proposito, come irrigazioni bisognerà innaffiarla regolarmente. Tuttavia è in grado di resistere anche a lunghi periodi di siccità.
Pianta molto rustica, non teme parassiti e afidi. Fate solamente attenzione al marciume radicale, sempre in agguato dietro l’angolo.