Rosmarino legnoso e a chiazze? Non tutto è perduto
Il rosmarino è diventato legnoso? Prima di perdere le speranze e buttare via la pianta, sappiate che potete ancora provare a recuperarla. Non è necessariamente detto che abbiate fatto qualche errore: col trascorrere del tempo anche la pianta più sana può diventare legnosa, allungata e scarna. Quindi, se il vostro rosmarino è diventato legnoso, tutto steli secchi e macchie marroni, con poche foglie, ecco cosa potete fare.
Come far rivivere un rosmarino legnoso e a chiazze?

Il rosmarino è una pianta aromatica fra le più diffuse nei nostri orti e balconi. Si tratta di un arbusto perenne legnoso, quindi è normale che, col passare del tempo, diventi sempre più legnoso. Tuttavia, se la pianta appare troppo spoglia, rada al centro o poco rigogliosa, questo non vuol necessariamente dire che stia morendo: forse ha solo bisogno di una svecchiata.
Quello che dovrete fare non è contrastare le esigenze della pianta, bensì assecondarle. Di base è bene sapere che il rosmarino non riesce a rigenerarsi dal legno vecchio e spoglio. Il che vuol dire che se siete arrivati già a questo stadio, per farlo rivivere non dovrete potarlo in maniera drastica, quanto aiutare la crescita ancora presente.
Attenzione: non significa certo che non dovrete potarlo. Anzi: dovrete farlo, ma senza esagerare. Osservate la pianta e cercate il punto in cui finisce la parte verde e inizia quella legnosa. Dovrete tagliare subito sopra a quel punto, cercando di fare in modo che rimangano un po’ di foglie su ciascun stelo.
Per potarlo avrete bisogno di cesoie pulite e affilate, eventualmente una sega da potatura se l’arbusto è molto grosso e un sacchetto o un contenitore per gli sfalci. Al posto di tagliare troppo in profondità nel legno vecchio (tanto queste sezioni della pianta non produrranno più nuovi germogli), dovrete concentrarvi sul rimodellare la pianta e favorire la crescita nella zona delle foglie.
Il consiglio è quello di seguire la regola del terzo: mai potare più di un terzo della pianta in una sola volta.
Ovviamente dovrete anche controllare le radici. A volte, infatti, un rosmarino perde le foglie con punte che si ingialliscono perché il terreno non è ben drenante o state innaffiando troppo. Il che ci sta: il rosmarino cresce in natura in zone aride e rocciose, sopporta bene la siccità, ma non i terreni umidi. Per aumentare il drenaggio del terreno dovrete mescolare metà terriccio standard con ghiaia, sabbia o perlite. E controllate che il vaso abbia i fori di drenaggio pervi. Anzi: che li abbia e basta.

Date una regolata anche alle innaffiature. Al posto di farlo poco e spesso, lasciate asciugare del tutto il terreno prima di innaffiare abbondantemente. Poi fate scolare l’acqua in eccesso, non lasciandola nel sottovaso.
E fornite luce, tanta luce solare al rosmarino. Se non ne riceve a sufficienza, ecco che le piante si allungano e perdono le foglie, rendendo ancora più evidenti i fusti legnosi.
E dopo aver potato il rosmarino? Beh, concimate con un fertilizzante bilanciato a lento rilascio ricco di azoto, innaffiate abbondantemente e aggiungete uno strato di pacciame attorno alla base per trattenere l’umidità, regolare la temperatura del terreno e proteggere le radici.