Da dove arrivano i baccelli di vaniglia?
Gelato alla vaniglia? Vaniglia usata nei dolci? Tutto molto bello, ma vi siete mai chiesti da dove derivino i baccelli della vaniglia. E soprattutto: perché diamine la vaniglia costa così tanto? Qui troverete tutto quello che volevate sapere, ma non avete mai osato chiedere, sulla vaniglia.
Baccelli della vaniglia: tutto quello che c’è bisogno di sapere

I baccelli di vaniglia derivano dalla Vanilla planifolia, una pianta diffusa nelle Americhe e conosciuta sin dai tempi degli Aztechi. Tuttavia esistono varietà di vaniglia coltivate commercialmente anche altrove. Tuttavia tutte le piante coltivate al di fuori dell’habitat originario necessitano di impollinazione artificiale.
Questo perché nel suo habitat la vaniglia è impollinata da una specifica ape, la Melipona. In pratica vaniglia e ape hanno una relazione simbiotica.
La Vanilla planifolia è una bella pianta rampicante, con fusto contorto e foglie vagamente gommose. Produce dei bei fiori simili a orchidee che, però, durano solamente un giorno. Se in questa singola giornata di fioritura la pianta viene impollinata, ecco che poi saranno prodotti anche i baccelli con i semi. E questi baccelli possono essere lunghi anche 30 cm.
Considerate che le piante coltivate vivono una decina di anni e iniziano a produrre solamente intorno ai tre anni. Solitamente i baccelli si raccolgono quando non sono del tutto maturi, quando hanno un colore verde-giallastro. Poi subiscono un processo di essiccazione per un mese fino a quando non emanano il loro tipico odore e aroma. A questo punto sono anneriti.
Da qui si attua poi il processo di estrazione della vaniglia. Ed è proprio tale processo che è complicato e oneroso. I baccelli, che contengono il 2% di vanillina, sono macinati in pezzi piccolissimi. Poi devono essere fatti percolare con acqua, alcol e altri componenti.
Visti i costi, ecco che molta della vaniglia che trovate in commercio è sotto forma di estratto di vaniglia artificiale.

Giustamente potreste chiedervi se sia facile coltivare la vaniglia. Qui da noi conviene farlo in serra perché si tratta di una pianta tropicale che ama il caldo e l’umido. Tuttavia è una pianta difficile da gestire, di certo non adatta ai neofiti. Oltre ad avere bisogno di pali di sostegno, vuole un terreno ricco, acido, argilloso e ben drenante.
Deve essere concimata con humus di lombrico o letame di pollo. E deve anche essere pacciamata.
Bisogna anche essere pronti e attenti: durante quell’unico giorno di fioritura dovrete procedere con l’impollinazione manuale.