Corbezzolo: come coltivare in giardino questo allegro sempreverde dai frutti rossi
Se si vuole dare al giardino un tocco di allegria e di diversità rispetto agli altri spazi esterni del vicinato, perché non valutare l’idea di piantare un albero come il corbezzolo?
Corbezzolo, trucchi e segreti per coltivarlo al meglio

Il corbezzolo o Arbutus unedo è una latifoglia sempreverde mediterranea afferente alla famiglia delle Ericaceae caratterizzata da foglie verde scuro coriacee e da una corteccia liscia che, col passare del tempo, tende a sfaldarsi creando chiazze color cannella e rame.
Aggiungetevi pure il fatto che in autunno produce grappoli di fiori di colore bianco (o al massimo tendenti al rosa) a forma di campanule, mentre contemporaneamente ospita i frutti rossi dell’anno precedenti.
Inoltre i frutti stessi donano colori sempre diversi all’albero: inizialmente pallidi, diventano poi dorati e infine maturano in un rosso vivace. Praticamente è un albero bello da vedersi in tutte le stagioni. E i frutti sono pure commestibili, visto che di solito si usano per preparare marmellate, gelatine, sciroppi e liquori (grazie al loro gusto che è un mix fra le pere e i fichi).
Albero che lasciato a se stesso diventa un grande arbusto, se opportunamente coltivato può dare vita a piccoli alberelli ornamentali arrotondati e ramificati. Utile anche per creare schermi verdi naturali per la privacy o siepi, ecco che ha un tasso di crescita medio. Tuttavia è abbastanza longevo se posizionato correttamente e se non potato eccessivamente (altrimenti avrete meno fiori e frutti).
La fioritura avviene in autunno e arriva fino a inizio inverno, mentre i frutti impiegano un anno prima di arrivare a maturazione completa. Il che vuol dire che questa pianta fiorisce e fruttifica contemporaneamente.
Le foglie, invece, sono ellittiche e di un bel colore verde intenso, lucide e sottilmente dentellate. Essendo una pianta sempreverde, d’inverno non perde le foglie. Anche se con il freddo più intenso le foglie possono sfumare in bronzo.
Per quanto riguarda la sua coltivazione, la sua longevità dipende dal giusto posizionamento. Il che vuol dire posizionarlo in pieno sole (se possibile, visto che produce più fiori e frutti) o al massimo in mezz’ombra. Conviene tuttavia proteggerlo dai venti e dal gelo intenso. E non posizionatelo in zone umide.

Come terriccio, forniteli un terreno ben drenante. Non tollera assolutamente i terreni sabbiosi, argillosi o rocciosi, mentre come pH va bene un pH leggermente acido o neutro. Non vuole neanche i ristagni di acqua che causano marciume radicale.
Per quanto concerne l’irrigazione, dopo l’insediamento necessita di innaffiature regolari, ma moderate. Una volta stabilizzatosi, poi, diventa molto tollerante alla siccità.
Come manutenzione vuole una potatura minima (basta eliminare rami incrociati o rovinati dopo la fruttificazione) e una buona pacciamatura per trattenere l’umidità. Se cresce poco, concimare leggermente solo in primavera. Ma predilige i terreni poveri.