Capperi: come coltivarli con successo nell’orto (e non rimanere mai senza)
Facciamo un po’ gli alternativi. Perché limitarsi a coltivare sempre e solo pomodori, ravanelli, lattuga e cetrioli nell’orto? Perché non osare con qualcosa di diverso? Per esempio, potremmo provare a coltivare i capperi. In questo modo non solo otterremo una fornitura illimitata di capperi, ma potremmo anche abbellire i nostri spazi esterni visto che il fiore del cappero è veramente spettacolare.
Trucchi e segreti per coltivare i capperi

Il cappero o Capparis spinosa è un arbusto resistente. Non teme la siccità, ma ha problemi con il freddo. Per questo motivo al nord forse sarebbe meglio predisporre una serra per l’inverno. Come arbusto è tenace e poco esigente, cresce praticamente ovunque. Persino nei terreni poveri e sassosi. Tipica la crescita fra i mattoni dei muri.
Come dicevamo la pianta è anche molto bella dal punto di vista ornamentale. Si presenta come un cespuglio ricadente, con fiori bianchi molto scenografici. La parte che si consuma, però, è il bocciolo, quello da cui poi nasce il fiore.
Coltivare i capperi non è particolarmente difficile. La prima cosa da sapere è che vuole il caldo. Ama il sole, quindi evitate accuratamente l’ombra. Non gradisce le basse temperature, quindi al nord, d’inverno, o la portate al riparo in casa o li mettete in serra.
Come terriccio, il cappero vuole un terreno arido e sassoso. Non vuole assolutamente l’umidità e necessità di un terreno ben drenante. Il terreno può essere povero di nutrienti, non vuole troppa sostanza organica. Anzi: forse crescono meglio nei terreni poveri.
La riproduzione avviene tramite seme. Qui arriva l’unica vera difficoltà: la coltivazione tramite seme è lunga. Per questo motivo di solito si preferisce partire dal trapianto delle giovani piante prese in vivaio. Se volete però cimentarvi con la semina, questa avviene in primavera (a febbraio in semenzaio o a marzo in campo diretto). I semi devono essere coperti con un minimo strato di terriccio e innaffiati. Il trapianto avviene dopo un anno perché è una pianta a crescita lenta.
Distanziatele di almeno 120-130 centimetri fra di loro. Considerate che seminando a marzo, il primo raccolto arriverà il giugno dell’anno successivo.
Come irrigazione, le piante si innaffiano solo da giovani. Poi fanno da sé perché il cappero vuole i terreni aridi.
Non è necessario concimare. Al massimo una volta ogni 2 anni aggiungete un po’ di stallatico.
Come manutenzione, eliminate le erbacce e potate annualmente i rami a febbraio. In questo modo produrrà più boccioli.

Se coltivate i capperi in vaso, optate per vasi profondi e alti. Dovrete esporre il vaso in pieno sole, aggiungendo argilla espansa o ghiaia sul fondo per aumentare il drenaggio. Potrete anche aggiungere sabbia al terriccio. In caso di coltivazione in vaso, dovrete irrigare da una a fino tre volte a settimana, dipende dal clima. Non esagerate però con l’acqua.
Ricordatevi che per produrre boccioli da raccogliere e mangiare, la pianta non deve completare la fioritura. Il bocciolo si raccoglie da fine primavera fino ad agosto. La raccolta avviene la mattina presto, quando il fiore è chiuso. Se volete raccogliere il frutto, invece, dovrete attendere da metà giugno. Considerate però che se aspettate i frutti, perderete i boccioli.