Ribes nero: trucchi e segreti per coltivarlo e avere raccolti abbondanti
Vi piacciono i frutti di bosco, ma avete un animo dark? Perché non provare a dare un tocco gothic al giardino piantando il ribes nero? Come gusto è leggermente diverso dal più famoso ribes nero, ma non è difficile da coltivare. Anzi: la pianta è molto simile a quella del ribes rosso.
Come coltivare il ribes nero?

Il ribes nero ha il pregio di essere un frutto piccolo, molto facile da coltivare. Come sapore è un po’ più acidulo rispetto al ribes rosso e a quello bianco. Tuttavia lo si può usare tranquillamente per preparare sciroppi, succhi o confetture.
Il Ribes nigrum si presenta come un cespuglio più folto rispetto al ribes rosso o all’uva spina. Alto anche 2 metri, presenta radici superficiali. Ha foglie verde scuro, profumate, con margini dentellati, mentre i fiori sono a forma di campanula e raccolti in infiorescenze. All’esterno hanno un colore verdolino, mentre all’interno sono giallo-rossastri.
La raccolta dei frutti andrà fatta da fine giugno a inizio luglio.
Per coltivarlo, dovrete tenere conto che è una pianta nata nelle zone temperate e fresche. Tollera dunque il freddo invernale, ma patisce le gelate primaverili. Inoltre non ama neanche il vento freddo. Cercate di collocare il cespuglio o il vaso in una posizione soleggiata, ma senza esagerare, onde evitare scottature sulle bacche.
Il terriccio dovrà essere aerato e ricco di sostanza organica. Cresce comunque anche in terreni poco fertili: produrranno meno bacche, ma i frutti avranno maggior sapore. Attenzione ai livelli di calcare: ci sono alcune varietà di ribes nero che lo tollerano, altre che sviluppano la clorosi ferrica.
La messa a dimora avviene in autunno o inverno, arricchendo le buche con ammendanti. Bisognerà poi irrigare bene. Lasciate sempre una distanza di minimo 1 metro fra due piante, mentre fra le diverse fila di piante anche di 3 metri. Per quanto riguarda l’impollinazione, il ribes nero non è autofertile come quello rosso. Di solito quello nero è sterile. Quindi dovrete piantare più piante, chiedendo ai venditori quali siano gli impollinatori adatti a quella pianta.
La pianta può moltiplicarsi tramite talee, da tagliare durante l’inverno per poi metterle a radicare in primavera.

Come irrigazione, se è vero che tollera la siccità, sarebbe meglio innaffiarlo regolarmente soprattutto durante la primavera e l’estate. Fate anche una buona pacciamatura per trattenere l’umidità e prevenire lo sviluppo di erbacce.
Ricordatevi di potarlo annualmente, tagliando 3-4 rami vecchi in modo che siano sostituiti da nuovi polloni. Ogni anno, poi, concimate la pianta, magari usando fertilizzanti liquidi macerati di ortica.
Come malattie, attenzione all’oidio, al ragnetto giallo e alla sesia del ribes.