Ferocactus: trucchi e segreti per coltivare questa succulenta colonnare
Se amate i cactus dalle spine lunghe, allora il ferocactus potrebbe essere la succulenta adatta a voi. Pianta originaria del Messico e delle zone desertiche degli USA, in tanti credono che si tratti di una succulenta a portamento strisciante. Ma non è così: è un cactus colonnare che, però, se sviluppa dei problemi di crescita, potrebbe afflosciarsi. Ma come coltivare questo cactus?
Come coltivare con successo un ferocactus

Al genere ferocactus afferiscono tantissime specie di cactus. Da giovani le piante di questo genere hanno forma rotondeggiante, ma man mano che crescono diventano colonnari. Sono caratterizzate dall’avere spine di notevoli dimensioni, ben evidenti, motivo per cui è soprannominato il cactus feroce (dal latino “ferox”). Presenta inoltre costolature verticali ben marcate.
Il colore del fusto varia dal grigio-verde al verde più intenso, molto dipende dalla specie. Idem dicasi per le dimensioni: alcune specie diventano alte al massimo 40 cm, altre arrivano anche al metro di altezza. La pianta fiorisce solitamente da giugno ad agosto, producendo dei bei fiori a forma di campana di vari colori: giallo, arancione, rosso e anche violetto. I fiori sbocciato sulla punta della pianta, a gruppetti.
Dei benefici relativi a questo genere di cactus, ne avevamo già parlato in passato. Oggi ci concentreremo sulla sua coltivazione.
Come posizione, il ferocactus richiede un’esposizione alla luce solare diretta per minimo 8 ore al giorno. Se non lo esponete a un congruo quantitativo di luce solare diretta, non riesce a crescere correttamente, si allunga troppo e non riesce a sviluppare le sue tipiche spine. Tuttavia, se lo avete lasciato per troppo tempo in ombra, dovrete esporlo gradualmente alla luce solare, altrimenti rischiate di sviluppare scottature solari.
Come temperatura, invece, nonostante sia un cactus che ama il caldo, prosperando anche sopra i 20°C, ecco che resiste stranamente bene al freddo. In inverno può tollerare temperature anche di 0-5°C. L’importanteo, però, è che il terreno sia del tutto asciutto e l’ambiente ventilato.
Per quanto riguarda l’irrigazione, ecco che questo cactus patisce tantissimo l’eccessiva umidità combinata con il freddo. Questa pessima combo conduce direttamente il ferocactus al marciume radicale, con fusto che diventa molle, si affloscia e non riesce a rimanere dritto. Inoltre potrebbero comparire anche delle macchie scure alla base. Dovete assolutamente evitare di innaffiarlo troppo spesso. In primavera ed estate basta innaffiarlo ogni 10-15 giorni, quando il terriccio è asciutto.
In autunno, poi, bisognerà diradare tantissime le annaffiature, arrivando a sospenderle in inverno. Quando innaffiate, fatelo al mattino. Fate anche in modo che l’umidità ambientale rimanda sempre sotto il 50%, evitando accuratamente di nebulizzarlo.
Come terriccio, dovrete fornire al ferocactus un terreno per cactus, drenante e ben poroso. Per quanto riguarda la concimazione, invece, fra aprile e novembre utilizzate un fertilizzante NPK 4-6-8 adatto alle piante grasse. Evitate gli eccessi di azoto che rendono molli i tessuti e favorite il potassio che rende il fusto compatto e le spine robuste.

Per quanto riguarda la fioritura, se non vedete fiori nel vostro ferocactus in vaso, non temete. Di solito fioriscono non tanto a una determinata età, ma quando raggiungono certe dimensioni. Alcune specie possono fiorire a 12-15 cm di diametro, altre dopo anni. Per stimolare la fioritura, dovrà essere sottoposto a un’estate calda e un inverno freddo.
Come manutenzione, ogni 3-4 anni probabilmente dovrete rinvasarlo. Si tratta di una succulenta a crescita lenta. Cercate di optare per vasi di terracotta e non innaffiate per una settimana prima del rinvaso. Una volta estratto il cactus (usate dei guanti protettivi) collocatelo nel vaso nuovo sul cui fondo avrete messo dell’argilla espansa per migliorarne il drenaggio. Eliminate tutte le radici marce e riempite il vaso con un terriccio per piante grasse arricchito con lapilli vulcanici o pomice. E non innaffiate per un’altra settimana dopo il rinvaso.