Fiore di luna: trucchi e segreti per far fiorire l’Epiphyllum pumilum
Se riuscirete a coltivare in giardino un Epiphyllum pumilum, farete un figurone. Questo perché il fiore di luna ha un aspetto fantastico, quasi magico. Inoltre non è un fiore che si vede poi così di frequente, per cui sarete l’invidia del vicinato.
Come coltivare l’Epiphyllum pumilum o fiore di luna

Prima di tutto: fiore di luna è un nome poetico ed evocativo dato a diversi fiori. Per esempio, anche l’Ipomea alba a volte è chiamata così. Così come Fiore di Luna è anche il nome della fidanzata di Sirio il Dragone nei Cavalieri dello Zodiaco, ma questa è un’altra storia.
Qui vogliamo concentrarci su come riuscire a far fiore l’Epiphyllum pumilum, pianta grassa afferente alla famiglia delle Cactaceae e comunemente chiamata fiore di luna. Pianta originaria del Messico, si tratta di un’epifita che produce fiori grandi, bianchi e molto profumati. La fioritura avviene da maggio a giugno.
Questi fiori sono così scenografici che a volte la pianta è chiamata cactus dell’orchidea. Ricordiamo anche che la pianta produce frutti non commestibili. Classica pianta da interni, la sua coltivazione richiede qualche accortezza particolare.
Partiamo come al solito dalla posizione. L’Epiphyllum pumilum vuole luce solare diffusa, ma non luce solare diretta. Questo è valido soprattutto durante le ore più calde della giornata. Se coltivate all’esterno, meglio collocarla al riparo in un portico o pergolato. In casa, invece, necessita di una posizione molto luminosa, soprattutto d’inverno, ma al riparo dalla luce solare diretta.
Come temperature, non tollera valori sotto i 10°C. Quindi vuol dire che in inverno dobbiamo tassativamente portarla all’interno.
Per quanto riguarda il terriccio, necessita di un terreno per cactus e piante grasse. L’ideale sarebbe optare per un terriccio leggero e ben drenante, possibilmente arricchito con sabbia grossolana e lapilli vulcanici. Meglio coltivarla in vasi di coccio appesi, per fare in modo che i fusti ricadano all’ingiù. Trattandosi di un’epifita, bisogna rinvasarla solamente quando il vaso è del tutto pieno di radici. Il che vuol dire ogni 2-3 anni, in primavera.

Come irrigazione, ha bisogno di innaffiature moderate. Evitate assolutamente i ristagni idrici e annaffiate solamente quando il terriccio è del tutto asciutto. Curiosamente ama l’umidità ambientale, ma non i ristagni. Per questo motivo il consiglio è quello di collocare il vaso su un sottovaso con dell’argilla espansa umida.
Da aprile a settembre dovrete anche concimarla con un fertilizzante liquido adatto ai cactus. La buona notizia, però, è che non dovrete potarla. Limitatevi solamente a eliminare le parti secche o rovinate.
Come malattie, attenzione a cocciniglie e afidi.