Stetsonia coryne: trucchi e segreti per coltivare il cactus candelabro
Se state cercando un bel cactus adatto sia alla vita indoor che alla vita in giardino, perché non provare con lo Stetsonia coryne? Noto anche con il nome di cactus candelabro, questa succulente colonnare affascinante presente fusti alti di un bel colore blu-verdastro, corredati da lunghi, lunghissime spine rigide e appuntite. E con le giuste tecniche di coltivazione potrebbe anche produrre dei bei fiori bianchi.
Come coltivare lo Stetsonia coryne?

Lo Stetsonia coryne è un cactus colonnare originario delle zone aride del Sud America. Perfetto per i giardini desertici, diventa di questi ultimi il focus per via del suo portamento alto e delle sue spine appuntite. Unica specie del genere Stetsonia, nel suo habitat naturale arriva anche a 8 metri di altezza, con fusti di circa 9-10 cm di diametro. In casa, invece, raggiunge al massimo i 2 metri di altezza.
I fusti presentano un colore verde-bluastro, sono coperti da 8-9 coste arrotondate e ben evidenti, separate da solchi. Cresce lentamente, formando rami secondari che si diramano dal fusto principale. Le areole, regolari, presentano spine lunghe e rigide, gialle nelle piante giovani e marroni-nerastre in quelle più adulte. Occhio che le spine possono arrivare anche a 5 cm di lunghezza, quindi fate attenzione se in casa ci sono cani, gatti o bambini.
La fioritura in natura avviene in primavera e in estate. Il cactus produce dei fiori notturni bianchi, dall’aspetto spettacolare e a forma di imbuto, larghi anche 15 cm. Leggermente profumati, dopo l’impollinazione a opera di pipistrelli e falene produce frutti ovalari verdi o rossi, commestibili. Ma attenzione: in casa riuscirà a fiorire solamente se ci si prende cura adeguatamente di lui.
Come posizione in casa, meglio optare per una veranda o una finestra esposta a sud. Vuole il sole. Tollera anche le temperature fresche, ma non sopporta le lunghe gelate. Al massimo sopravvive per brevi periodi a temperature di -4°C, ma solo se il terreno è asciutto (all’esterno bisognerà proteggerla dal gelo in inverno). Bisognerà ruotare periodicamente il vaso per far prendere la giusta quantità di luce a ogni parte della pianta.
Come terreno, dovrete optare per un terriccio per cactus. Dovrà essere ben drenante e arricchito con sabbia grossolana o perlite. Il vaso dovrà avere i fori di drenaggio.

Per quanto riguarda l’irrigazione, va innaffiato con moderazione e solo quando il terreno è del tutto asciutto. In inverno bisognerà ridurre le innaffiature, al massimo una volta al mese.
Come manutenzione, ogni 2-3 anni dovrete rinvasare a inizio primavera. Una volta al mese, durante il periodo di crescita, bisognerà fornire un concime liquido per succulente con basso tenore di azoto. Va bene un fertilizzante NPK 2-7-7. La buona notizia, però, è che non serve potarlo. Anzi: se si rompe uno stelo, basterà farlo asciugare per 15 giorni e piantandolo in un substrato drenante avrete una talea pronta da far attecchire.
Come malattie, attenzione alla cocciniglia. Per eliminarla basta pulire le zone colpite con del cotone imbevuto di alcol al 70%.