Piante autoctone: cos’è la regola del 70/30?
In molti stanno seguendo la tendenza del giardinaggio relativo alle piante autoctone. Imbattendosi probabilmente nella regola del 70/30. Di cosa si tratta? Di un modo per abbellire il giardino, sfruttando il più possibile le piante autoctone, ma concedendosi comunque qualche specie esotica. Pur con un occhio di riguardo alla sostenibilità e all’ecosistema.
La regola del 70/30 cosa dice?

In generale, le piante autoctone sono una scelta sostenibile per vari motivi. Sono piante adattatesi a vivere in quelle particolari condizioni climatiche e di suolo, dunque tendono a prosperare di più e a essere maggiormente produttive. Ciascun ecosistema, infatti, ha le sue peculiarità.
Le regioni costiere sono caratterizzate da salsedine, temperature fresche e forti venti. Per contro, le zone boschive sono umide e ombreggiate, mentre le praterie sono soleggiate e ricche di vegetazione.
Inoltre sono piante che nutrono e danno riparo alla fauna locale. Coltivare piante autoctone è un ottimo modo per aiutare insetti impollinatori, uccelli e mammiferi messi a rischio dalla perdita dell’habitat.
Ed è qui che si inserisce la regola del 70/30. A idearla fu il professor Doug Tallamy dell’Università del Delaware. In pratica la regola permette di bilanciare le esigenze degli ecosistemi con i desideri dei giardinieri, mescolando fra loro piante autoctone e piante esotiche.
La regola dice che il 70% delle piante del giardino dovrebbe essere rappresentato da piante autoctone, suddivise fra alberi, arbusti, perenni e annuali. L’importante è scegliere specie autoctone adatte alle caratteristiche del singolo giardino. Giardino umido? Scegliete piante e arbusti che amano l’umidità. Giardino sempre soleggiato? Scegliete piante perenni resistenti alla siccità. Avete solo un balcone ai piani alti? Scegliete piante alpine che prosperano in alta quota.

Il restante 30%, poi, dovrete dedicarlo alle specie esotiche che vi piacciono di più. Magari cercate di rimanere all’interno di specie ecocompatibili. Per esempio, narcisi, tulipani, crocus e bulbi primaverili tendono a essere innocui e facili da coltivare.
Se avete un giardino con aiuole rialzate per la coltivazione degli ortaggi, potreste fare in modo che gli ortaggi facciano parte del 30% delle specie non autoctone, sostituendo poi eventuali piante ornamentali con specie autoctone.
Ma potete anche mescolare tutto insieme. Le uniche specie da evitare sono quelle invasive. Quelle dovrete bandirle dal giardino, non importa quanto belle siano.