La leggenda del platano di Napoleone

Ci sono storie, miti e leggende che coinvolgo anche piante, alberi e fiori. Questo è il caso, per esempio, di quello che è noto come platano di Napoleone. Si tratta di un albero monumentale che possiamo tranquillamente andare a vedere perché si trova qui in Italia. La sua particolarità sta proprio nella leggenda che lo circonda.

La storia del platano di Napoleone

platano napoleone
Crediti foto: @Murray Nozick, CC0, via Wikimedia Commons

Il platano di Napoleone si trova al confine fra il comune di Alessandria e la frazione di Spinetta Marengo. Più precisamente, è quell’albero che svetta al chilometro 96 della ex Strada Statale 10, oggi nota come via Marengo. Fra l’altro questo albero monumentale è stato dichiarato Luogo del Cuore del FAI.

L’albero ha una forma assai particolare. Trovandosi appiccicato a una strada (una volta sterrata, oggi asfaltata), ecco che avendo poco spazio per crescere, si è esteso verso i campi alle spalle. Il tronco è suddiviso in quattro grosse branche, sormontate da una chioma assai ampia.

Del diametro di 7,6 metri, l’altezza nel corso del tempo è diminuita da 40 metri a 36 metri. Comunque sia, un’altezza di tutto rispetto. Si pens che questo Platanus orientalis, forse un Platanus x hispanica, abbia più di 200 anni.

Ma quello che a noi interessa è la leggenda che lo circonda. Il mito vuole che Napoleone Bonaparte in persone abbia riposato sotto le sue fronde dopo la sua vittoria nella Battaglia di Marengo nel 1800. Storicamente parlando, però, appare poco verosimile.

platano napoleone dettaglio
Crediti foto: @Murray Nozick, CC0, via Wikimedia Commons

Questo perché l’analisi storica del campo di battaglia indica che il platano in questione si trovava praticamente vicinissimo alle linee austriache. Appare dunque improbabile che Napoleone, per quanto vittorioso, si sia fermato a schiacciare un sonnellino così vicino alle linee nemiche.

Molto probabilmente, dopo la battaglia, diversi platani furono piantati lungo la via per ordine di Napoleone, in modo da commemorare i caduti di entrambi gli schieramenti. C’è anche chi sostiene che Napoleone ordinò di piantare platani e cipressi lungo le strade per meglio segnalarne il tracciato.

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