Papiro egiziano: come coltivare con successo il Cyperus papyrus
Avete un piccolo laghetto, uno stagno o una pozza d’acqua in giardino? Benissimo: sappiate che potete abbellirne i bordi con il papiro egiziano, in modo da dare un tocco più esotico ai vostri spazi esterni. Attenzione però solamente a una cosa: questa pianta palustre può raggiungere dimensioni ragguardevoli, arrivando a superare i 3 metri di altezza e creando grossi cespugli. Quindi occhio a delimitare i suoi spazi di crescita se non volete essere invasi dal papiro.
Papiro egiziano: trucchi e segreti per una facile convivenza

Il nome scientifico del papiro egiziano è Cyperus papyrus e sì: è quello che usavano gli antichi Egizi per produrre il papiro che sfruttavano come carta per scrivere. Se volete coltivarlo in giardino, dovrete come prima cosa fare alcune considerazioni.
Prima di tutto, se lo coltiverete nel sud Italia non avrete problemi di clima. Ma al centro e al nord, dovrete fare in modo di coltivarlo in vaso perché durante l’inverno dovrete per forza di cose metterlo al riparo in casa o in serra: non tollera il freddo e le gelate.
Seconda cosa: tende crescere rapidamente e ad espandersi anche velocemente. Quindi se lo coltivate in campo, delimitate in qualche modo la sua espansione.
Detto questo, per i giardini acquatici il papiro è una scelta vincente. Forma cespugli di steli alti con ciuffo finale che si apre a ombrello, con fioritura estiva (i fiori sono di colore marroncino-verdastro, ma sono abbastanza insignificanti dal punto di vista estetico).
Di solito lo si pianta in primavera, ma meglio partire dalle piantine (la propagazione avviene tramite divisione dei rizomi). Questo perché è difficile da coltivare a partire dal seme.
Come posizione, solitamente lo si coltiva in vaso posizionandolo su sostegni sul fondo di stagni o laghetti. In questo modo riuscirà a garantirsi da solo tutta l’umidità di cui ha bisogno. Nel caso però lo si coltivi in vaso sul patio o sul terrazzo, ecco che bisognerà per forza di cose mantenere umido il terreno.
Detto questo, cercate di posizionarlo o in pieno sole o in mezz’ombra. Quando si riportano in casa i vasi per l’inverno, bisognerà collocarli in una posizione luminosa, vicino a una finestra soleggiata. Essendo una pianta originaria dell’Africa, ma il caldo. Tuttavia, quando lo portate al riparo in casa, meglio non superare i 18°C come temperatura.

Per quanto riguarda il terriccio, vuole un terreno umido, praticamente paludoso. Cresce bene in acque basse ed è la scelta vincente lungo i bordi di stagni e laghetti. Se coltivato in vaso, invece, bisognerà fornire un terriccio con torba (anche se la tendenza di giardinaggio attuale prevede di evitare l’uso della torba), salvo poi immergere il vaso in un altro contenitore più grande pieno d’acqua. Il terriccio dovrà avere un pH che varia da 6,0 a 8,5.
Come irrigazione, ha bisogno di acqua. Non fatelo seccare altrimenti morirà. Nel caso della coltivazione in vaso, se non avete la possibilità di procedere con la tecnica del doppio contenitore, ecco che dovrete coltivarlo in un vaso privo di fori di drenaggio, mantenendo sempre inzuppato d’acqua il terriccio.
Parlando di manutenzione, invece, ricordatevi di usare un fertilizzante bilanciato in primavera per aiutare la crescita. Non serve potarlo, se non per eliminare steli e foglie morte e per dare forma (o per contenere) il cespuglio.
Come malattie, invece, è abbastanza robusto. Ma attenzione a contaminazioni fungine che fanno perdere di colore steli e foglie.
Se invece volevate coltivare il Cyperus rotondus, qui troverete qualche consiglio di coltivazione, potrebbe essere una valida alternativa.