Schefflera: trucchi e segreti per far sopravvivere questa elegante pianta da appartamento
Fra le piante da appartamento non molto note alla maggior parte delle persone c’è la Schefflera. O meglio: magari abbiamo già questa pianta elegante in casa, ma non sappiamo che si tratta di una Schefflera. Perfetta per arredare case e uffici, si tratta di una pianta tropicale abbastanza rustica e facile da coltivare. Non richiede troppe cure, ma questo non vuol dire che non posiamo compiere degli errori fatali nella sua coltivazione.
Schefflera, come coltivarla senza farla morire?

In precedenza avevamo già parlato di come gestire il bonsai di Schefflera. Oggi, invece, vogliamo scoprire quali sono le basi per coltivarla in modo da non farla morire. Pianta sempreverde e perenne, in natura esistono più di 900 specie.
A seconda della varietà, la Schefflera in vaso può essere alta 40-50 centimetri o arrivare anche ai 2 metri. Scegliere sempre con oculatezza la specie adatta allo spazio a disposizione.
La Schefflera si caratterizza per l’avere foglie di colore verde intenso, disposte a raggiera da un picciolo e con forma ovalare. Dall’aspetto coriaceo, esistono varietà particolari con foglie di colore variegato o macchie bianco-giallastre su base verde.
La pianta è amata soprattutto per le sue foglie, non per i suoi fiori. Questo perché in appartamento è praticamente impossibile riuscire a farla fiorire.
Pianta estremamente resistente e adattabile, questo non significa che possiamo posizionarla dove ci pare e piace. Come prima cosa, è bene sapere che tende a diventare alquanto ampia, motivo per cui ha bisogno di vasi grandi. Se avete poco spazio in casa, meglio optare per un’altra pianta.
Come posizione, trattandosi di una pianta tropicale, vuole una parecchia luce solare indiretta. L’ambiente deve essere luminoso, ma bisogna tenerla lontana dalla luce solare diretta. Altrimenti rischiate ustioni.
Tenetela anche lontana dalle correnti d’aria e considerate che ama temperature comprese fra i 22 e i 25°C. Non sopporta assolutamente temperature inferiori ai 13°C: muore se esposta a queste temperature. In estate, quando le temperature superano i 27°C, può essere posizionata all’esterno in mezz’ombra, nebulizzandola una volta al giorno.
Per quanto riguarda il terreno, deve essere ricco e ben drenante. Non tollera i ristagni idrici che causano marciume radicale e morte della pianta. Prediligete terricci non eccessivamente leggeri, ricchi di sostanza organica, con pH leggermente acido e arricchiti con torba. Va bene anche creare un mix di torba per erica (la maggior parte), con una minima quantità di sabbia.
Per l’irrigazione, vuole innaffiature frequenti e abbondanti quando fa caldo. Il terriccio superficiale deve essere sempre umido, ma mai fradicio d’acqua. In autunno e inverno bisogna dimezzare le innaffiature. Richiede però un ambiente umido, dunque ogni tanto toccherà anche nebulizzarla.

Non richiede troppe concimazioni. Si può usare tranquillamente un fertilizzante liquido per piante sempreverdi da interno, ricco di azoto. Applicatelo due o tre volte in primavera e al massimo una singola volta in autunno.
Ciclicamente dovrete rinvasarla o, al massimo, aggiungere del terriccio nuovo in superficie. Non necessita di potatura, se non l’eliminazione di rami secchi e morti. La potatura sarebbe meglio farla in autunno. Potete però potarla se cresce troppo in larghezza o altezza. Le piante più alte necessitano di sostegni su cui appoggiarsi.
Come malattie, si tratta di una pianta alquanto resistente. Occhio però alla cocciniglia cotonosa, alla fumaggine, ai tripidi e agli afidi. Attenzione anche alle macchie fogliari, al marciume radicale e al marciume del colletto.