Interrare sì o no le piante di pomodori in orizzontale?
C’è una tecnica che prevede di interrare le piante di pomodori in orizzontale. Secondo i fautori di tale pratico, questo trapianto laterale produrrebbe un raccolto migliore. Il che potrebbe essere vero, ma solamente nelle giuste condizioni. Perché in quelle sbagliate, piantare lateralmente potrebbe esitare nella perdita totale del raccolto.
Interrare pomodori lateralmente? Non la scelta ideale

Partiamo dalle basi. La maggior parte delle tipologie di pomodori è pronta per la raccolta circa 60 giorni dopo il trapianto. Questo vale però per le zone a clima temperato. Tuttavia nelle zone a stagioni di raccolta limitata tale tempistica potrebbe variare.
Detto questo, perché c’è chi sostiene che il trapianto laterale sia la scelta vincente? Il metodo si basa sulla semina a solchi o semina laterale e che sfrutta la tendenza degli steli dei pomodori a produrre radici avventizie. Con questo termine si intendono quelle radici che si sviluppano a partire da strutture non radicali.
Piantando lateralmente i pomodori col metodo a solchi ecco che si sviluppano più radici avventizie. Il che vuol dire maggior accesso all’acqua. E sappiamo tutti che i pomodori hanno bisogno di umidità per crescere. Inoltre in questo modo le piante di pomodori saranno più stabili. Un apparato radicale più sviluppato protegge le piante da venti e temporali. Anche se questo non vi esimerà dal dover usare tralicci o pali di sostegno per le varietà non cespugliose.
Questi due vantaggi dovrebbero portare a una fioritura e annessa produzione di frutti più abbondante.
E qui sorge il problema delle giuste condizioni. Questo sistema funziona se abitate in una zona con clima sufficientemente caldo per lungo periodo, in modo da consentire la fioritura e lo sviluppo dei frutti dopo che le radici si sono radicate. Se infatti mancano solamente 60 giorni alla fine della stagione quando si decide di interrare lateralmente i pomodori, ecco che rischiate di compromettere il raccolto.

Questo perché le radici impiegano tempo a svilupparsi, anche settimane. Se la stagione di crescita è troppo corto, le piante non avranno il tempo necessario a sviluppare radici lungo il fusto laterale sottoterra. E quindi non riusciranno a fiorire e fruttificare.
Considerate anche che le piante necessitano di nutrienti diversi per sviluppare parti diverse. Ma considerate anche che crescono contemporaneamente. La pianta potrebbe dover usare i medesimi nutrienti sia per le foglie che per le radici. Ma di solito la maggior parte dei nutrienti è destinata a una delle due parti. E di nuovo: se non si ha una stagione sufficientemente lunga, con almeno un paio di settimane in più rispetto ai canonici 60 giorni, questo sistema non funziona.