Diphylleia grayi: mini guida alla coltivazione pratica del fiore scheletro
Il suo nome scientifico è Diphylleia grayi. Ma visto che quando piove o quando la pianta si bagna, i petali diventano trasparenti lasciando intravedere solamente le nervature, ecco che poeticamente gli è stato dato il nome di fiore scheletro o fiore di cristallo. Ma come coltivarlo? Non è poi così difficile, basta rispettare alcune esigenze minime della pianta.
Come coltivare la Diphylleia grayi?

Pianta originaria dell’Asia, caratterizzati da rizomi sotterranei, è nota per le sue foglie verdi a coppie che incorniciano fiorellini bianchi i cui petali presentano delle sacche d’aria che, quando si bagnano, rendono praticamente trasparente il petalo.
Una volta terminata la fioritura, poi, arrivano le bacche blu. Il che spiega perché sia una pianta ornamentale molto bella da vedersi. La pianta, fra l’altro, è coltivabile sia in campo che in vaso. Se coltivate in giardino, occhio: i suoi rizomi possono espandersi parecchio, formando ampie zone tappezzate. Il che potrebbe renderla un tantino invasiva se non controllata.
Se la coltivate in vaso, invece, dovrete optare per vasi molto larghi, con fori di drenaggio e mantenendo sempre il terreno leggermente umido.
Per quanto riguarda la sua coltivazione, potete partire dai semi raccolti dalle bacche a fine estate (ma li trovate anche in vendita). Dovrete interrarli a 5-6 mm di profondità. Si tratta di una pianta che, per germogliare, ha bisogno del freddo dell’inverno. Considerate però che per vedere i primi fiori dovrete aspettare minimo 3 anni.
Il che spiega perché, spesso, si preferisce compare piantine già cresciute da trapiantare, tanto per accorciare un po’ le tempistiche. Dovrete scavare una buca larga, interrando il rizoma ad almeno 6-7 cm. Ovviamente fate in modo che le gemme sia rivolte in alto. La buca di impianto deve essere arricchita con compost e torba (anche se per motivi di sostenibilità sconsigliamo la torba). Innaffiate poi bene.
Come posizione, vuole una zona in ombra e fresca. In natura cresce nel sottobosco, quindi è perfetta per crescere all’ombra di alberi, cespugli o arbusti. Vuole la luce filtrata e non sopporta assolutamente la luce solare diretta. Se esposta al sole, rischiate di vedere bruciature sulla pianta.
Il terreno dovrà essere ricco e drenante, con un pH del terriccio leggermente acido. Inoltre deve essere ricco di sostanza organica, per cui aggiungetevi compost, humus o anche solo delle foglie già decomposte. Per migliorare il drenaggio, invece, potrete aggiungere della perlite.

Come irrigazione, il terreno dovrà essere sempre umido, ma senza ristagni idrici che causano il marciume radicale.
La propagazione avviene per divisione dei rizomi in autunno o a inizio primavera. Come manutenzione, dovrete concimarla leggermente con compost a inizio della stagione vegetativa, ma senza esagerare. Non ha bisogno di potature, al massimo limitatevi a togliere fiori e foglie morti.
Fate se possibile una buona pacciamatura, vanno bene anche foglie e cortecce. In questo modo proteggerete le radici dal freddo invernale.
Come malattie, occhio a lumache, chiocciole e malattie fungine.