Giardini pluviali: cose da sapere prima di crearne uno
Mai sentito parlare di giardini pluviali? Ebbene: se abitate in zone molto piovose, realizzare un giardino di questo tipo è perfetto per gestire il deflusso delle acque. Solo dovete essere sicuri che i vostri spazi esterni siano adatti a tali giardini. Questo perché richiedono l’uso anche delle giuste piante.
Come realizzare dei giardini pluviali?

In generale i giardini pluviali sono depressioni poco profonde, piantumate e create per raccogliere l’acqua piovana. Va da sé che sono collocati in zone basse, in modo da raccogliere non solo l’acqua piovana, ma anche quella che percola da tetti, strade e marciapiedi.
A differenza di quanto accade con i giardini palustri e gli stagni, però, i giardini pluviali sono ideati per trattenere l’acqua solo in via temporanea. La maggior parte di essi, infatti, si svuota entro un paio di giorni dall’acquazzone, riducendo il rischio di allagamenti ed erosione.
Solitamente i giardini pluviali hanno una forma a ciotola o a rene. I lati devono essere leggermente inclinati in modo da convogliare l’acqua verso il centro. Una volta entrata nel giardino l’acqua rallenta e si infiltra nel terreno, non scorrendo via lungo i terreni duri.
Di solito, poi, sono piantumati con piante ed erbe autoctone caratterizzate da radici profonde e robuste. In questo modo aiutano a filtrare gli inquinanti delle acque piovane, contribuendo anche al sostentamento della fauna selvatica e degli insetti.
Innegabilmente giardini di questo tipo offrono parecchi vantaggi. A parte che possono essere molto gradevoli alla vista, ecco che assorbono l’acqua piovana e riducono le inondazioni. Inoltre aiutano a controllare l’erosione. E sono anche facili da gestire e mantenere.
A questo punto, però, bisogna capire se lo spazio esterno sia adatto a un giardino pluviale. Considerate che spazi troppo piccoli non riescono a catturare molta acqua e traboccano più facilmente. In generale, un giardino pluviale dovrebbe avere una superficie pari a circa il 30% dell’area da cui si vuole raccogliere l’acqua.
Inoltre il giardino deve essere situato a valle della fonte di deflusso. Se non c’è abbastanza profondità o pendenza, si può scavare anche una trincea o un fossato profondi 7-10 centimetri, in modo che l’acqua sia convogliata nel giardino. Potrete poi ricoprire il fossato con un telo pacciamante con delle pietre sopra, in modo da dargli un aspetto simile a un ruscello.
A seconda, poi, del tipo di piante che si vuole coltivare, ecco che potrete posizionarli sia in pieno sole che in mezz’ombra. L’unica accortezza è non creare il giardino sopra una fossa settica, vicino alle fondamenta delle case o dove l’acqua tende a ristagnare troppo a lungo dopo i temporali.
Per facilitarne la manutenzione, scegliete piante autoctone e resistenti all’acqua. Dopo la messa a dimora, fate una buona pacciamatura con compost o pacciame di legno duro per isolare il terreno. Non usate la corteccia in quanto viene portata via dall’acqua.
Ovviamente non dovrete irrigare ulteriormente, tranne durante la prima stagione di crescita o durante i periodi di siccità, Non dovrete neanche concimare, al massimo aggiungete un po’ di compost una volta all’anno.
Fra gli errori da evitare, mai creare un giardino pluviale in una zona dove l’acqua ristagna per più di 48 ore. E non usare neanche piante da zone umide o giardini palustri che vogliono un terreno sempre umido.

Per quanto riguarda la disposizione delle piante, invece, oltre a scegliere piante adatte alla luminosità del giardino, dovrete posizionare al centro le piante che vogliono condizioni più umide, mentre quelle che vogliono terreni più asciutti devono stare ai bordi.
Nella parte posteriore o a nord del giardino mettete le piante più alte in modo che non blocchino la luce del sole che raggiunge le piante basse. Le piante perenni andrebbero piantumate in gruppi di tre o più esemplari per donare all’esterno un aspetto più naturale. E ovviamente scegliete piante che fioriscono in periodi diversi.
Per le zone soleggiate potrete optare per echinacea, Eupatorium purpureum, Asclepias palustris o anche Lysimachia nummulari. Nelle zone in mezz’ombra, invece, potete sbizzarrirvi con l’iris blu, la lobelia cardinale, la cherimoya o l’aquilegia.