Euphorbia horrida: come coltivare il cactus che non è un cactus
Sembra un cactus, ma non è… Stiamo parlando dell’Euphorbia horrida, una pianta succulenta che sembra un cactus in tutto per tutto, solo che non lo è. E questo perché, in botanica, i cactus propriamente detti sono quelli appartenenti alla famiglia delle Cactaceae, mentre l’Euphorbia horrida, come si evince dal nome, appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae. Tuttavia rimane pur sempre una pianta succulenta.
Trucchi e segreti per coltivare l’Euphorbia horrida

Se deciderete di coltivare l’Euphorbia horrida, ricordatevi che questa succulenta può arrivare anche a 1,5 metri di altezza. La forma rimane quella di un cactus che si ramifica alla base, producendo parecchi rami. Questi rami possono essere lunghi 20-30 centimetri e sono spessi anche 2-3 centimetri. I rami tendono a essere eretti, al massimo curvano leggermente verso l’alto e sono di colore dal grigio chiaro al verde bluastro. Presentano 10-20 costole, molto scanalate e ondulate.
Da ogni gemma spuntano fuori da 1 a 4 spine erette, rigide, di colore bruno-rossiccio e che ricordano molto da vicino quelle dei cactus. E come quelle dei cactus pungono, quindi fate attenzione se in casa ci sono cani, gatti o bambini piccoli. Piccole foglioline possono essere avvistate al centro della pianta, mentre i fiori si presentano sotto forma di ciazi.
Fra l’altro dentro il fusto della pianta cresce una sorta di vischio parassita, il Viscum minimal. Si tratta di una cosa normale, non preoccupatevi.
Detto questo, come coltivarla? Non è una pianta difficile da gestire. Prima di tutto dovrete collocarla in un posto luminoso, evitando però la luce solare diretta. Questo vale soprattutto quando fa molto caldo o durante le ore più calde della giornata. Prediligete la luce solare filtrata o indiretta.
Come temperatura, invece, cresce bene sopra i 5-8°C. Qui da noi, d’inverno, quando fa freddo, meglio portarla al riparo in casa. Inoltre durante l’inverno il terreno deve essere del tutto asciutto, altrimenti la pianta marcisce.
Per quanto riguarda le innaffiature, bisogna annaffiare abbondantemente e raramente in primavera e in estate, ma solamente quando il terreno è del tutto asciutto. In autunno e in inverno, invece, non bisogna mai irrigare.

Come terriccio, bisogna sceglierne uno ben drenante. Va benissimo il classico mix per piante grasse.
Una volta all’anno dovrete ricordarvi di concimare con fertilizzanti ricchi di fosforo e potassio, ma poveri di azoto. Il prodotto dovrà essere diluito a metà della dose consigliata.
Come manutenzione, dovrete rinvasare quando la pianta diventa troppo grande. La propagazione, invece, avviene sia tramite seme che per talea (in questo caso vi servirà un substrato sabbioso e ci metterà almeno un mese a radicare). Da prediligere la metodica tramite talea. Questo perché la pianta produce pochissimi semi.