Come è nato l’ulivo? La leggenda del mito greco

La mitologia greca ci insegna che l’ulivo è nato a seguito di una disputa fra Atena e Poseidone. O meglio: una delle tante contese fra i due.

La nascita dell’ulivo nella mitologia greca

ulivo

Tutto accadde poco dopo la fondazione della città di Atene. Il suo primo re leggendario fu Cecrope, metà uomo e metà serpente. La città era appena sorta e sia Atena che Poseidone si candidarono al ruolo di patrono della città. Il perché è resto detto: la divinità che fosse diventata la patrona di Atene avrebbe ottenuto prestigio e predominio divino in tutta l’Attica.

Fra l’altro Poseidone ambiva ad avere un reame sulla terraferma: Zeus dominava sui cieli, Ade negli Inferi e Poseidone, che aveva il predominio sui mari, si sentiva messo in secondo piano rispetto ai fratelli. Zeus avrebbe potuto facilmente stabilire a chi spettasse Atene, ma si guardò bene dal decidere: qualsiasi decisione avesse preso, avrebbe finito con lo scontentare o il fratello o la figlia.

Così lasciò che a decidere fossero gli uomini. All’atto pratico, Zeus nominò re Cecrope come giudice in questa disfida. I termini della suddetta erano semplici: le due divinità dovevano ingegnarsi e donare ai mortali qualcosa di veramente particolare e straordinario, capace di migliorare per sempre la vita degli uomini. Cecrope avrebbe dunque dovuto decidere quale fosse il regalo migliore.

Il primo ad agire fu Poseidone. Prese il suo tridente e lo scaglio nel suolo sacro dell’Acropoli. Dalla terra sgorgò così una sorgente di acqua pura. Un bel regalo, non fosse che, quando gli uomini provarono a berla, scoprirono che era salata. Poseidone volle poi strafare: richiamò sulla terraferma un cavallo, dicendo che l’animale, mai visto prima di allora dagli uomini, li avrebbe serviti in guerra e nei viaggi.

atena poseidone
Crediti foto: @Benvenuto Tisi, Public domain, via Wikimedia Commons

Poseidone, dopo la figuraccia dell’acqua salmastra, recuperò così qualche punto. Ma Atena non perse la calma. Prese la sua lancia e colpì la terra. In quel punto germogliò e crebbe un alberello dalle foglie d’argento e con frutti verdi. Era nato l’ulivo, fonte di cibo e prosperità. Ma non solo: come Atena si premurò di spiegare, l’olio non sarebbe servito solo come alimento, ma avrebbe anche funto da carburante per le lampade, illuminando la notte, avrebbe curato le ferite e sarebbe stato usato nei riti sacri.

Cecrope, vedendo quel semplice, ma impagabile dono, non ebbe alcun dubbio: ok la fonte, se avevi bisogno di acqua salata era l’ideale e ok anche il cavallo, a ben vedere era stupefacente, ma l’ulivo era su un altro livello. Poteva nutrire la gente, creare ricchezza e aiutare l’umanità.

Cecrope scelse così Atena. La dea divenne patrona di Atene e fu lei a dare il suo nome alla città, grazie proprio alla nascita dell’ulivo.

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