Coltivare frutta e verdura nei vecchi pneumatici delle auto è sicuro?
Per abbellire il giardino e risparmiare un po’, ogni tanto si vedono pneumatici usati come fioriere. Tuttavia se non ci sono particolari problemi nel coltivare fiori e piante ornamentali nei pneumatici, forse lo stesso non vale per la coltivazione di frutta e verdura. È sicuro coltivarle all’interno delle gomme?
Pneumatici come base per l’orto: forse meglio di no

Molte persone scelgono di usare vecchi pneumatici come base per le loro aiuole perché sono facilmente reperibili, costano poco, riescono a trattenere il terreno, se corredati di fori drenano bene, sono resistenti, impilabili (adatti dunque alle colture con radici profonde) e la gomma si riscalda velocemente, favorendo la crescita dei semi.
Ma c’è chi dubita della loro salubrità. Questo soprattutto a causa dei materiali di cui sono composti, che non sono certo naturali. Effettivamente contengono gomma sintetica, metalli pesanti (zinco, piombo e piccole quantità di cadmio), composti a base di petrolio, idrocarburi policiclici aromatici, stabilizzanti e svariati antiossidanti.
In teoria queste sostanze sono intrappolate nella gomma, solo che non è detto che rimangano stabili per sempre. Luce solare, continui cicli di calore e congelamento, umidità, acidità del suolo e microrganismi, infatti, possono causarne il deterioramento. E questo fa sì che piccole quantità di queste sostanze chimiche possano finire nel terreno. Tale fenomeno tende a peggiorare col passare del tempo.
Per questo motivi, gli agricoltori che usano questo metodo tendono a usare pneumatici nuovi (ma in questo modo il fattore economico viene a mancare) e solo per un paio di stagioni. Poi cambiano gli pneumatici.

Dal punto di vista dei rischi, ci sono delle variazioni anche in base al tipo di pianta. Colture con radici e tuberi sono maggiormente a contatto col terreno, dunque hanno rischi di contaminazione più elevati. Fra di esse figurano patate, carote, barbabietole, ravanelli, rape, patate dolci, cipolle e aglio. Le loro radici tendono ad assorbire maggiormente i metalli pesanti, oltre al fatto che la parte commestibile è perennemente a contatto col terreno potenzialmente contaminato.
Verdure a foglia come lattuga, spinaci, cavolo, bietola e rucola sono a moderato rischio. Questo perché possono assorbire eventualmente contaminanti tramite le radici, pur non essendo direttamente a contatto col terreno. E col passare delle stagioni, l’accumulo diventa sempre più importante.
A minor rischio verdure da frutto come pomodori, peperoni, melanzane, cetrioli, zucchine, fagioli e piselli. Questo perché la parte commestibile è fuori dal terreno e c’è un minor tasso di trasferimento dei metalli pesanti nei frutti.
A basso rischio anche piccoli frutti come fragole e mirtilli. Anche in questo caso la parte commestibile non è ipogea.
Cosa fare, dunque? Visto che non si conosce esattamente il livello di pericolosità, sarebbe bene riservare questo tipo di coltivazione per i fiori e le piante ornamentali. Se proprio non si può fare a meno di coltivarvi l’orto, almeno usare pneumatici nuovi, rivestirne l’interno con plastica spessa, sostituire ogni anno il terreno e cambiare i pneumatici dopo 1-2 stagioni.