Iris ensata: come coltivare l’iris giapponese per avere un giardino colorato ed elegante

State cercando un nuovo fiore da aggiungere al vostro giardino? Se volete donargli un tocco orientale, perché non provare con l’Iris ensata? Noto anche come iris giapponese, di sicuro donerà un tocco di eleganza ai vostri spazi esterni. Controllate solo che i colori dei fiori si abbinino al resto delle piante.

Come coltivare l’Iris ensata?

iris ensata
Crediti foto: @Laitche, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’Iris ensata è una pianta originaria del Giappone e di altre zone dell’Asia, capace di attirare insetti impollinatori come api e farfalle. Questa pianta ornamentale è spesso usata come bordura o per arricchire un giardino acquatico. Questo perché presenta steli alti anche 1,2 metri (adatta dunque ai giardini che necessitino di un tocco di verticalità), sulla cui sommità si sviluppano fiori grandi e piatti, larghi anche 25 centimetri di diametro.

I petali sono piatti, ampi e con motivi particolari, di colore bianco, rosa, viola e blu. Oltre che come pianta ornamentale, l’iris giapponese è stato anche usato nella medicina tradizionale giapponese e cinese. Le sue foglie e radici, infatti, sono usate in rimedi contro la febbre, le infiammazioni e i problemi gastrointestinali.

Attenzione, però: se ingerito l’iris giapponese è tossico, così come la linfa è irritante per la pelle. Dopo aver ingerito radici, semi o linfa, si possono manifestare sintomi come scialorrea, ipertermia, nausea, dolore addominale, vomito e letargia. La stessa cosa accade a cani e gatti. Nel caso degli animali domestici, l’ingestione di foglie, steli, germogli e bulbi causa vomito, diarrea, abbattimento, ulcere nel cavo orale e scialorrea.

Noto in Giapponese come ayame, questo fiore è così particolare che a maggio ha anche un festival a lui dedicato.

Per quanto riguarda la sua coltivazione, l’iris giapponese richiede posizioni soleggiate o in mezz’ombra, magari protette dal sole estivo più caldo. Come temperature, arriva a sopportare dai -25°C ai 38°C. Va da sé che, agli estremi di questo range, corre rischi di manifestare segni di stress. Per questo motivo conviene proteggerlo con una buona pacciamatura, coperture antigelo e ombra durante le estati più calde.

Pianta perenne in alcune zone, necessita di un terreno umido, ricco di limo e materia organica. Va benissimo utilizzare un mix di terriccio da giardino, sabbia e compost. L’importante è che il terreno sia ben drenante, magari aggiungendo sabbia grossolana e piccoli ciottoli. Utilizzate terreni con pH da acido a neutro, quindi da 5.0 a 7.0.

iris giapponese
Crediti foto: @Krzysztof Ziarnek, Kenraiz, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ricordatevi anche ogni mese di aggiungere fertilizzante bilanciato NPK 10-10-10. La concimazione dovrebbe avvenire a inizio primavera, inizio autunno e prima della fioritura. Prima che fiorisca, è possibile aggiungere fertilizzanti ricchi di fosforo (NPK 5-10-5).

La propagazione avviene per divisione dei rizomi dopo la fioritura, mentre per il trapianto bisogna procedere da metà primavera in poi, quando il rischio gelate è passato.

Richiede anche una buona potatura a inizio primavera, rimuovendo man mano fiori, foglie e steli morti o rovinati. A fine autunno, poi, meglio sfoltire un po’ il fogliame.

Come malattie, attenti ad afidi e macchie brune.

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