Zamia: trucchi e segreti per coltivare la pianta di Padre Pio
Nel caso foste alla ricerca di una nuova pianta tropicale con cui arricchire la vostra collezione, perché non provare con la zamia? Nota anche come pianta di Padre Pio, si tratta i una specie assai diffusa, perfetta come pianta da appartamento o anche da ufficio. Molto elegante, non è neanche troppo difficile da coltivare.
Come coltivare la zamia con successo?

La zamia è una pianta tropicale sempreverde. Si tratta di una succulenta dalle foglie di colore verde brillante.
La sua particolarità non sta nei fiori, visto che raramente li produce quando coltivata in casa. E anche quando li produce sono di color marroncino, non esattamente memorabili. La sua vera bellezza sta nelle foglie e nel suo aspetto generale.
Il nome alternativo di pianta di Padre Pio è perché spesso la si tiene in casa o la si acquista durante il periodo in cui si celebra il santo. C’è anche una leggenda che vuole che Padre Pio ne tenesse una nella sua cella.
Nel caso aveste acquistato o vi abbiano regalato una zamia, ecco che è importante prendersene cura correttamente. Si tratta comunque di una pianta facile da gestire e anche alquanto resistente.
Come posizione, necessita di una zona abbastanza luminosa, con luce solare indiretta. Mai esporla alla luce solare diretta onde evitare ustioni.
Come temperature, invece, sopporta bene il caldo, ma male il freddo. Non tollera assolutamente temperature inferiori ai 15°C. Se la pianta è coltivata all’esterno, in autunno e inverno, quando le temperature scendono sotto questo valore, meglio ritirarla in casa o in serra.

Per quanto riguarda l’umidità, pur essendo una succulenta, è pur sempre una pianta tropicale. Il che vuol dire che ama gli ambienti umidi. Nel caso l’ambiente di casa fosse troppo secco, è possibile nebulizzarla in modo da aumentare l’umidità.
Come irrigazione, invece, bisogna innaffiarla senza esagerare e non troppo spesso. Non tollera assolutamente i ristagni idrici che causano marciume radicale. Quindi, l’umidità ambientale sì, ma gli eccessi di innaffiatura no.