Vermi terricoli: cosa sono, cosa causano alle piante e come difendersi
Quando nel settore del giardinaggio o dell’orticolture sentite nominare i vermi terricoli, sappiate che ci si riferisce alle larve e ai bruchi di diverse specie di falene. Il problema è che queste larve si nutrono delle giovani piantine causando danni non indifferenti.
Come sbarazzarsi dei vermi terricoli?

Da non confondere con le larve di coleotteri (fra cui anche il dannosissimo coleottero giapponese), ecco che le fale adulte di solito depongono le uova su detriti vegetali dalla primavera all’autunno. Le uova di alcune specie si schiudono in primavera ed estate, altri in autunno.
Le larve che schiudono in autunno, per sopravvivere al freddo dell’inverno, svernano nel terreno o nelle cataste di legna. Poi in primavera riemergono, più affamate che mai, andando a nutrirsi proprio delle giovani piantine e del germogli.
A seconda delle specie, troverete larve di colore grigio, rosa, verde o nero. Le potete vedere più facilmente la sera, attorno alla base delle piante. Lunghe anche 5 cm, possono essere a tinta unita, striate o maculate. Quando non si muovono, si arrotolano su loro stesse. Si nutrono di notte, nascondendosi di giorno.
Fra le larve più comuni troviamo quelle della nottua nera, l’Agrotis ipsilon. Le identificherete dalle piccole macchie scure sul corpo. Da adulte diventano falene scure. Un’altra specie assai diffusa è la Peridroma saucia, questa volta di colore marrone screziato con striscia bianca lungo il dorso.
Indipendentemente dalla specie, però, i vermi terricoli tendono a rosicchiare gli steli delle piante alla base. Si nutrono di radici e foglie delle giovani piante. E a volte rosicchiano così tanto da arrivare a recidere la pianta nel terreno. Possono tranquillamente distruggere intere piante, causando danni notevoli in poco tempo.
E anche se non distruggono del tutto la pianta, la parte superiore spesso avvizzisce, appassisce muore. Come se non bastasse, in estate i bruchi arrivano a cibarsi anche della cima delle piante.
Ma come proteggere le piante da questi famelici divoratori? Ovviamente facendo prevenzione. Preparate dei collari con pezzi di cartone o fogli di alluminio in modo da avvolgere gli steli, impedendo così ai vermi terricoli di accedere alle piante.
La sera controllate con una torcia la base delle piante e rimuovete a mano i vermi.

Potete poi ricoprire gli steli con la terra diatomacea. Si tratta di una polverina naturale che si ricava dalla triturazione delle diatomee. Quando le larve entrano a contatto con questa polvere, si disidratano. Il problema è che la stessa cosa succede a impollinatori come api e farfalle. Per questo motivo è bene collocare questa polvere solamente alla base delle piante, dove di solito gli impollinatori non arrivano.
Fate anche una buona pacciamatura. Visto poi che le falene depongono le uova anche nell’erba alta, arate o tagliate l’erba, in modo da creare un habitat sfavorevole ai bruchi. Attirate anche nel giardino predatori naturali come le crisope, le vespe parassite e uccellini che si nutrano di larve e lombrichi.