Ranunculus ficaria: curiosità su questa pianta infestante dai fiorellini gialli
Avete notato la presenza di questo grazioso fiorellino giallo in giardino, magari frammisto a scarpette della Madonna azzurrine? Se state cercando di realizzare un spazio esterno naturale e rustico, allora forse potrebbe farvi piacere. Ma se volevate un prato perfetto, all’inglese, allora abbiamo una pessima notizia: il ranuncolo favagello o Ranunculus ficaria, infatti, in alcune zone è considerato una pianta infestante. Un’erbaccia, praticamente.
Tutto quello che volevate sapere sul Ranunculus ficaria

Il Ranunculus ficaria è una parte afferente alla famiglia delle Ranunculaceae. In natura lo si trova spesso lungo il bordo di fiumi e ruscelli. Pianta alta al massimo 30 centimetri, si tratta di una geofita bulbosa, cioè una pianta erbacea perenne con gemme sotterranee.
Durante l’inverno non presenta parti aeree in quanto le gemme sono protette in tuberi ipogei, organi di riserva che, anno dopo anno, producono nuovi fusti, fiori e foglie. Il che spiega anche perché questa pianta infestante sia difficile da estirpare dal giardino: non basta eliminare la parte aerea, dovrete anche eliminare ogni singolo tubero, altrimenti continuerà a riprodursi.
Le radici sono biancastre e filiformi, mentre gli steli sono cavi e molli. Le foglie sono abbastanza carnose, con bordo crenato. Il colore è verde scuro, lucido, anche se a volte, sul nervo centrale, presentano macchie più scure. I fiori sono gialli, molto graziosi, con base inferiore brunastra. Fiorisce da gennaio a maggio.
I frutti sono acheni irsuti ovalari. Ciascun achenio contiene un solo seme.

Come pianta è molto rustica e resistente. Non richiede troppe cure, motivo per cui spesso si tende a coltivarla nei giardini rustici, selvatici o alpini. Non ovviamente in quelli formali dove è considerata un’erbaccia invasiva. Vuole una posizione in medio sole, con terreno ricco, morbido e abbastanza umido.
La pianta è tossica per animali e uomini in quanto contiene anemonina, saponine e tannini. Persino le api evitano il suo nettare. Causano dermatiti da contatto con vesciche se toccate, mentre se ingerite per errore causano dolore e bruciore delle mucose.