Piante carnivore: quale acqua usare e perché quella del rubinetto le uccide

Le piante carnivore sono esemplari estremamente affascinanti ma al contempo delicati, che nel corso del tempo si sono adattati a condizioni estreme come quelle delle paludi, povere di nutrienti. Proprio per questo motivo hanno sviluppato un sistema radicale molto sensibile alla concentrazione di sali minerali, infatti non tollerano la classica acqua del rubinetto. L’uso di quest’ultima spesso comporta che esemplari come Dionaea muscipula, Sarracenia e Nepenthes non crescano adeguatamente o, nel peggiore dei casi, muoiano. A tal proposito vi invitiamo a proseguire nella lettura, perché vi illustreremo valide alternative per prendervi cura delle vostre piantine.

Irrigazione delle piante

Perché l’acqua del rubinetto non si rivela adeguata per la coltivazione delle piante carnivore? Di per sé non è tossica, eppure l’elevata concentrazione di cloro, calcare e altri minerali disciolti, porta le radici a bruciare. Le carnivore non sono in grado di crescere in presenza di queste sostanze, che si accumulano man mano nel terreno, quindi spesso danno “segnali di intolleranza”, mostrando foglie annerite, crescita rallentata e secchezza generale. L’acqua migliore per mantenere in salute le piantine sarebbe dunque quella piovana, purché raccolta all’interno di contenitori puliti. Un parametro molto importante da tenere a mente è il “residuo fisso”: valori molto bassi, generalmente inferiori a 50 ppm, sono considerati sicuri per la maggior parte delle specie carnivore.

piante carnivore

Anche l’acqua demineralizzata, generalmente usata per ferri da stiro, può andare bene in questo contesto, ma a patto che sia priva di additivi. Il terreno deve rimanere costantemente umido, in particolar modo per le specie da torbiera. Per far sì che questo si verifichi, spesso si utilizza il cosiddetto “metodo del sottovaso”, che permette di avere a disposizione sempre qualche centimetro d’acqua durante la stagione calda. Al contrario, sfruttare acqua di rubinetto dura va ad accelerare il deterioramento del substrato e altera il pH, creando un ambiente del tutto inospitale per le radici.

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