10 modi in cui state accidentalmente uccidendo l’erba del prato
A volte capita che il peggior nemico del nostro prato siamo noi stessi. Ci sono infatti tantissimi modi in cui finiamo per uccidere l’erba del prato, inconsciamente, senza neanche rendercene conto. Se è vero che non è possibile tenere sotto controllo tutti i fattori che contribuiscono a far sembrare un prato una pacifica distesa erbosa e non un terreno rovinato, ecco che ci sono alcune cose a cui possiamo provare a prestare più attenzione.
Erba del prato, come la stiamo sabotando?

Il primo modo in cui di solito auto sabotiamo il prato è che non eliminiamo le erbacce per tempo. Al posto di ignorarle e sperare che scompaiano per magia, bisogna trattare il prato con gli appositi prodotti pre-emergenza erbacce, prima che germinino. Scegliete solo il giusto prodotto in base al tipo di erba: non sono intercambiabili.
Secondo problema: avete sbagliato le tempistiche per quanto riguarda i prodotti visti sopra. Bisogna usarli prima che le temperature del terreno raggiungano una certa soglia, altrimenti le erbacce inizieranno a spuntare e a prendere il sopravvento. La maggior parte delle erbacce spunta con temperature del terreno superiori ai 13°C.
Attenzione anche ai “diserbanti naturali, ecologici e biologici” come l’aceto. Non sono selettivi e uccidono tutto, erbacce e erba. Inoltre questi sistemi non funzionano sul lungo periodo e richiedono applicazioni costanti.
Ovviamente occhio anche all’irrigazione. Il timer per i sistemi di irrigazione automatizzati possono sembrare una manna, ma non tengono conto di caldo, pioggia o livelli di umidità. Considerate anche che il prato è abbastanza resistente, non è detto che dobbiate innaffiarlo tutti i giorni. Fatelo solo quando le foglie sono appassite, le impronte rimangono visibili quando lo calpestate o se l’erba assume una sospetta fumatura bluastra.
Occhio alla gramigna. Scompare in autunno perché è una pianta annuale, ma in primavera rispunta fuori, pronta a invadere il prato. E i semi possono rimanere dormienti per anni.
Altro errore: non state arieggiando abbastanza il terreno. Il che vuol dire che le radici non riusciranno ad espandersi regolarmente. Per ovviare a questo problema, procedete con la tecnica del carotaggio, ovvero estraendo piccole zolle di terra.
E ancora: vi siete ricordati di concimare il prato? Prima o poi dovrete reintegrare i nutrienti che l’erba usa per crescere. Almeno dopo il terzo anno dovrete iniziare a concimare.

Ricordatevi sempre anche di seguire le indicazioni in etichetta, sia per quanto riguarda i fertilizzanti che gli erbicidi. Se ne usate poco, non servirà a nulla. Se ne usate troppo, rischiate di uccidere l’erba o di inquinare i corsi d’acqua.
Mai ignorare, poi, i segnali di allarme del prato. Se vedete aree marroni, diradate, con erba molliccia, muschio, erbacce, terreno sollevato… vuol sempre dire che c’è qualcosa che non va.
Infine occhio a come tosate l’erba. Se troppo corta, rischiate di indebolirla troppo. Ciascun tipo di erba ha un’altezza di taglio ottimale, che le permette di sviluppare radici profonde, assorbire acqua e resistere meglio alla siccità . Evitate però anche di incappare nel problema opposto, ovvero tagliarla troppo di rado.