Pianta scovolino: scopri di cosa si tratta e come coltivarla

Questi piumini color porpora appartengono a un arbusto del genere Callistemon, che a sua volta rientra nella famiglia delle Myrtaceae, la stessa di cui fa parte il mirto selvatico. Sono piante sempreverdi note come “piante scovolino“, per via dell’infiorescenza che somiglia a una spazzolina estremamente morbida. Sono utilizzate a scopo ornamentale all’interno dei giardini o dei parchi pubblici.

Callistemone

Origini del nome e caratteristiche

Il nome callistemone deriva deriva da “kalos” che significa “bello”, e “stamon” che sta per stami. Fa riferimento proprio alle tipiche infiorescenze. Diffuso ormai in molte zone d’Europa, è originario dell’Australia e della Nuova Caledonia.

Pianta scovolino

Esistono diverse varietà di callistemone e quindi possono variare le colorazioni delle infiorescenze: da rosso, a bianco, a rosa, a giallo. La forma a scovolino rimane sempre la stessa. Le foglie sono allungate (lanceolate) e con bordi non seghettati, color verde scuro. Possiamo incontrarlo sia come arbusto che come albero, in tal caso alcune varietà possono raggiungere un’altezza di 3 metri.

Coltivazione del callistemone

Sebbene preferisca gli spazi aperti, il callistemone può essere coltivato anche in vaso, mantenendo dimensioni ridotte. È una pianta resistente, l’unica pecca è che non tollera bene il freddo, quindi va piantata in zone riparate e protette dai venti invernali. Non deve essere esposto a temperature inferiori a 0° C. Sporadicamente può sopportare temperature così basse o leggermente inferiori, ma non per periodi prolungati. Difficilmente sopravvive alle gelate intense. Predilige zone soleggiate e calde, ma se la temperatura lo permette, può crescere anche in zone mediamente ombreggiate

Scovolino callistemone

Il callistemone resiste anche a periodi di siccità e terreni abbastanza aridi, però la fioritura ne risente. Per ottenere la tipica fioritura a scovolino è meglio garantire la giusta quantità di acqua. Per capire quando è il momento di innaffiare di nuovo la pianta, basta attendere che il terreno tra un’innaffiatura e l’altra si asciughi bene. Non devono infatti formarsi ristagni d’acqua.

Nelle zone meridionali il terreno migliore è appunto quello drenato, dove però è presente anche una buona quantità di argilla, e che sia fertile e ricco di materia organica. Nelle zone settentrionali, è meglio preferire un terreno drenante ma povero, con terriccio acido, sabbia e ghiaia.

Callistemon

Il callistemone molto raramente viene attaccato dai parassiti, se non di tanto in tanto dagli afidi sulle infiorescenze. In tal caso, sarà sufficiente utilizzare prodotti specifici per risolvere l’infestazione, meglio se naturali.

Sono consigliate due potature all’anno, a fine inverno e metà estate, per stimolare al massimo la bellissima fioritura. Una volta all’anno, a fine inverno, si pu ò aggiungere del concime organico ad assorbimento rapido, da sotterrare ai piedi della pianta. Da inizio primavera a metà autunno, si può ricorrere a un fertilizzante minerale, da ripetere una volta ogni 15-20 giorni.

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