Iperico, tra storia, simbologia e leggende: scopriamo questa pianta che veniva indossata durante le danze attorno ai falò

L’iperico (Hypericum perforatum), noto anche come erba di San Giovanni, è una pianta officinale perenne che appartiene alla famiglia delle Hypericaceae. Cresce sia in pianura che in montagna, da un’altitudine che va da 0 a 1.600 metri sul livello del mare. Si trova nei prati poco frequentati o abbandonati, nel luoghi erbosi incolti, nei sentieri, in zone asciutte e soleggiate o semiombreggiate. Si può incontrare anche lungo il bordo delle strade.

Iperico

Storia e usi tradizionali dell’iperico

La massima fioritura dell’iperico si raggiunge il 24 giugno, giorno del Solstizio d’Estate, che è anche la ricorrenza di San Giovanni. Il culto di questo santo rimpiazzò il culto solare durante l’epoca della cristianizzazione. Da allora l’iperico, coi suoi fiori di un colore giallo acceso che ricordano i raggi del sole, si associa al culto del santo. L’usanza prevede che nella notte che precede il 24 giugno vengano raccolti i fiori d’iperico, che si trovano nel loro massimo splendore. Dai fiori si prepara poi l’acqua di San Giovanni e l’olio rosso di San Giovanni (detto anche sangue di San Giovanni).

La prima si lascia all’esterno tutta la notte e la mattina seguente le donne la utilizzano per lavare il proprio corpo in segno di protezione e rinnovamento. È anche un rituale propiziatorio, si dice infatti che porti amore, salute e fortuna. L’olio rosso ha invece la capacità di proteggere contro il malocchio.

Iperico perforato

In molte zone d’Europa, durante il Solstizio d’Estate c’era l’usanza di adornarsi con ghirlande e corone preparate con fiori di iperico, da indossare durante le danze attorno ai falò. Al termine delle danze, le ghirlande e le corone venivano posizionate sui tetti delle abitazioni, come protezione dai fulmini.

Già dal Medioevo, alcuni mazzetti di iperico si appendevano davanti le porte e le finestre delle case, per allontanare le energie negative e purificare. Dormire con mazzetti di iperico sotto il cuscino, significava invece protezione contro la morte per un anno.

Simbologia e leggende sull’iperico

Il nome iperico secondo alcuni deriva da “hypericon“, che in greco significa “sopra l’immagine”, per via dell’usanza di appendere dei mazzetti di fiori di iperico sopra le immagini sacre. Il termine greco può essere inteso anche come “al di sopra”, ovvero immune gli spiriti maligni. Nella simbologia l’iperico è associato al sole e alla luce, ed è considerato capace di allontanare le tenebre. Per tutti questi motivi, l’iperico veniva chiamato con il nome “scacciadiavoli”.

Hypericum perforatum

Il nome erba di San Giovanni, invece, sembra da ricondurre alla pratica della “dottrina dei segni”, utilizzata dai Cavalieri dell’ordine di San Giovanni durante le Crociate. Questa pratica prevedeva che si utilizzasse una pianta di una determinata forma per curare una ferita sulla parte del corpo dalla forma simile. In particolare, l’iperico si utilizzava per curare le ferite dei combattenti perché, anche se morfologicamente non somiglia molto a parti del corpo o organi, i Cavalieri associavano le ghiandole trasparenti sulla superficie delle foglie alle perforazioni dovute alle armi. Si dice inoltre che i Cavalieri ne tenessero alcuni ramoscelli sotto l’armatura, per ottenere protezione durante i combattimenti.

Erba di San Giovanni

In tempi antichi, in Germania, chi trovava per strada questa pianta durante la notte della tregenda, in cui streghe e spiriti maligni si riunivano, ne raccoglieva dei mazzetti da infilare sotto le vesti per proteggersi.

Nella mitologia nordica, la pianta d’iperico è sacra al dio Balder, mentre nell’antica Roma era sacra a Giove.

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