Come potare le viti in inverno: trucchi e segreti dei maestri

Volete avere un ottimale raccolto di uva il prossimo autunno? Allora non dovete aver paura di potare le viti in inverno. Questo perché potare le viti vuol dire rimuovere una quantità notevole di legno. Ma ciò non significa che andrete a uccidere la pianta. Semplicemente le fornirete ciò di cui ha bisogno per produrre frutti abbondanti la prossima stagione.

Non siate timidi nel potare le viti

potare viti

Il periodo perfetto per potare le viti in inverno va da dicembre a gennaio. L’importante è aspettare che la pianta sia del tutto dormiente, dopo la prima gelata. E cercate di potare prima che la nuova crescita riprenda a inizio primavera. Se potate troppo presto, quando le viti hanno ancora le foglie, diventa difficile vedere ciò che state tagliando.

Potare troppo tardi, per contro, vuol dire far perdere troppa linfa alla pianta, sprecando energie. Fine gennaio potrebbe essere una buona soluzione, ma se vivete in una zona più calda, fatelo a fine dicembre o inizio gennaio. Se abitate in una zona molto fredda, teoricamente potreste farlo anche a febbraio o addirittura a marzo.

Per potare le viti, scegliete una giornata asciutta, con temperature sopra gli 0°C. Se il legno è congelato, infatti, è più fragile e difficile da tagliare.

Potare le viti è importantissimo per ottenere nuovi frutti. Queste piante, infatti, tendono a crescere velocemente ed eccessivamente, producendo rami e foglie a scapito dei frutti. Infatti, lasciate a se stesse, riversano la loro energia su troppi germogli e tralci, producendo così grappoli più piccoli.

Per questo motivo potare le viti vuol dire rimuovere circa il 90% del legno della stagione precedente. Considerate che il legno vecchio non produce frutti di buona qualità, quindi tanto vale eliminarlo. Potare permette anche di migliorare la circolazione dell’aria, riducendo il rischio di sviluppo di malattie fungine.

Detto questo, ecco che esistono diversi metodi di potatura. Per i giardinieri domestici, con poche viti e spazi limitati, funziona bene il sistema a cordone metallico alto (HWC).

Praticamente creerete un tronco permanente che raggiunge un singolo filo posto a pochi metri da terra. Da lì si formano poi due bracci o cordoni permanenti che corrono orizzontalmente lungo il filo in direzioni opposte. Ogni inverno dovrete potare i cordono in modo da ottenere speroni corti, lasciando solamente due o tre gemme per sperone.

Il sistema Kniffin, invece, prevede di creare due fili e quattro cordoni permanenti. Ci sono poi metodi che prevedono di posizionare verticalmente i germogli o disporli a spalliera, contro i muri. Per chi è alle prime armi, l’HWC è di sicuro il metodo più facile da approcciare.

Assicuratevi solo di avere i giusti attrezzi, affilati e puliti. Se il legno è giovane e i tralci piccoli, bastano delle cesoie. Procuratevi anche dei legacci per legare i tralci che deciderete di tenere e delle canne di supporto a cui legarli.

Uva: ecco chi non può consumarla

A questo punto, potete iniziare potare. Osservate la pianta e decidete quale legno eliminare. In generale, dovrete togliere la maggior parte del legno della stagione precedente, lasciando quello più nuovo per la fruttificazione. Col sistema a cordone alto, procedete lungo ogni ramo permanente, tagliando i germogli fino a ottenere brevi speroni con due o tre gemme.

Cercate di distanziare questi speroni, eliminando i germogli troppo vicini o che crescono in posizioni scomode. Eliminate tutti i rami piccoli e sottili, sono quelli meno produttivi. Tagliate anche i rami secchi, rovinati, danneggiati, malati o morti.

Eliminate anche i germogli laterali, a una o due gemme dalla struttura principale. Raccogliete ed eliminate poi tutti i detriti caduti intorno alla pianta. Ed è fatta.

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