Carenza di azoto: sintomi e come riconoscere questo comune problema delle piante

Un comune problema delle piante è la carenza di azoto. Quest’ultimo è un nutriente essenziale per le piante: senza di esso non possono produrre proteine e clorofilla, per esempio. Ma come fare a capire se la pianta soffre di una carenza di azoto? Ebbene: ci sono dei sintomi ben precisi che possono farci emettere diagnosi.

Come capire se la pianta soffre di una carenza di azoto

carenza azoto

Prima d tutto: perché le piante soffrono di carenza di azoto? Ebbene, ci sono diverse cause. La più ovvia è che il terreno sia povero di azoto. Tuttavia a volte capita che il pH del terreno sia troppo alto o che il terriccio contenga livelli troppo elevati di potassio, zinco, cloruro o manganese.

E ancora: troppe piogge o irrigazioni causano un’eccessiva diluizione dell’azoto nel terreno, mentre a volte succede che si piantino piante che hanno necessità di azoto maggiori rispetto a quelle che quel tipo di terreno può fornire.

Capite le cause, ora bisogna passare ai sintomi. È importante imparare a riconoscerli sin dagli esordi in modo da poter intervenire prima che il problema danneggi troppo le piante. Una delle prime cose che noterete è una crescita stentata delle piante. Se le piante non ricevono sufficiente azoto, ecco che la crescita rallenta così tanto da farle apparire “rachitiche”.

La seconda cosa che noterete è un eccessivo e anomalo ingiallimento delle foglie. Di solito inizia dalla punta delle foglie e poi si estende verso il fusto. A volte le foglie non ingialliscono, ma diventano di colore verde chiaro.

Le foglie possono anche apparire più piccole rispetto alla media. Oppure arrivano a cadere del tutto nei casi più gravi.

Effetti negativi si hanno anche sulla produzione di fiori e frutti: meno azoto vuol dire che le piante produrranno fiori e frutti più piccoli e in quantità inferiore. Inoltre la pianta sarà anche più suscettibile a sviluppare malattie e parassitosi.

Attenzione, però: i sintomi di carenza di azoto sono simili a quelli di altre carenze nutrizionali, come per esempio la clorosi. Per questo motivo, prima di confermare una carenza di azoto, sarebbe bene esaminare il terreno in modo da stabilire quale sia davvero la carenza di nutrienti che bisogna affrontare.

foglie ingiallite

Per prevenire la carenza di azoto, sarebbe bene concimare regolarmente con fertilizzanti ricchi di azoto, urea, nitrato di ammonio o emulsioni di pesce. Anche aggiungere al terriccio materia organica tramite compost, letame o erba tagliata può contribuire ad aumentare i livelli di azoto.

Ovviamente non dobbiamo dimenticare la classica pratica della rotazione delle colture, alternandole magari con piante azotofissatrici come le leguminose, capaci di aumentare i livelli di azoto nel terreno.

Se esaminando il terreno ci si è resi conto che il pH è sbagliato, bisogna regolarlo aggiungendo zolfo o calce, mentre se il problema è un’irrigazione eccessiva ecco che tutto quello che bisogna fare è dare una regolata alle innaffiature. Magari aggiungendo una buona pacciamatura per trattenere nel terreno sia l’umidità che le sostanze nutritive come l’azoto.

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