Ad aprile fiorisce una pianta altamente velenosa facile da confondere con una innocua, ecco come riconoscerla

In primavera fiorisce una pianta molto velenosa che si confonde bene con altre tipologie innocue. Infatti non tutte le erbe spontanee che si trovano in campagna o nei boschi sono innocue. Molte di queste potrebbero essere velenose per l’uomo e per gli animali. È quindi importante riconoscere quali sono le piante più tossiche, per evitare di toccarle o ingerirle accidentalmente.

Cicuta

La pianta velenosa di cui parleremo oggi, riesce a mimetizzarsi molto bene tra le altre. Stiamo parlando di una pianta molto famosa ed utilizzata come veleno anche nell’antichità, la cicuta. Solo per citare un esempio per far comprendere la sua pericolosità, il filosofo Socrate è morto a causa di un estratto creato da questa pianta. Nonostante la sua popolarità in letteratura e le testimonianze delle generazioni passate, non tutti riescono a riconoscerla.

La vera pericolosità di questa pianta riguarda soprattutto il fatto di poter essere scambiata per altre piante innocue, come ad esempio il prezzemolo, l’angelica, il finocchio o il cumino. Riusciremo a riconoscerla solo grazie ad alcuni tratti distintivi. Il nome scientifico della cicuta maggiore è Conium maculatum ed è diffusa soprattutto nei sentieri collinari e a volte in rive o giardini. I tratti distintivi che ci permetteranno di riconoscerla sono: le infiorescenze bianche a forma di ombrello e il fusto maculato che presenta delle macchie color rosso scuro, in particolar modo alla base della pianta.

Un’altra caratteristica riguarda l’odore rilasciato dalle infiorescenze. Sia le foglie che i fiori emettono infatti da aprile ad agosto, un odore molto pungente e sgradevole. L’odore, potremmo quasi paragonarlo all’urina di gatto. In caso di contatto diretto con la pianta, sarà necessario lavarci immediatamente le mani ed evitare il contatto con altre parti del corpo, specialmente con il viso. In caso di ingestione accidentale dovremo immediatamente andare in ospedale o in un centro antiveleni, poiché la cicuta è estremamente tossica e una sua ingestione potrebbe portare alla morte.

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