Carenze nutrizionali: come riconoscerle e porvi rimedio
Ci sono diverse carenze nutrizionali che possono affliggere le nostre piante. Se è vero che i sintomi di queste carenze non sono patognomonici solamente di queste carenze, è anche vero che, imparando a riconoscerli, è possibile accorgersi per tempo del problema, verificarlo e porvi rimedio.
Quali sono i sintomi delle principali carenze nutrizionali delle piante?

Partiamo con la carenza di calcio. Noterete foglie deformi e rachitiche, con crescita anomala in quanto il calcio è fondamentale per il mantenimento della struttura cellulare.
Potete porvi rimedio usando rimedi casalinghi, ovvero concimando con gusci d’uovo tritati che, decomponendosi, rilasciano calcio.
Nella carenza di azoto, invece, noterete foglie vecchie che ingialliscono e foglie nuove che appaiono di colore verde chiaro. Questo perché l’azoto è un componente base della clorofilla, fondamentale per la fotosintesi.
Come rimedio potrete preparare un tè di compost mescolando scarti di cucina, foglie ed erba tagliata. Diluite il compost con acqua e usatelo per innaffiare le piante, reintegrando così l’azoto mancante.
Nella carenza di ferro noterete che le nuove foglie sono bianche o gialle con venature verdi. Si parla di clorosi internervale.
Come rimedio casalingo di solito si nebulizza uno spray a base di melassa nera diluita in modo da favorire l’assorbimento del ferro.
Se a mancare invece è l’anidride carbonica, ecco che noterete la formazione di depositi biancastri e che le foglie muoiono prematuramente. Se c’è poca anidride carbonica, la pianta non riuscirà a effettuare correttamente la fotosintesi. Questo causerà l’accumulo di amidi e altri composti sotto forma di depositi biancastri. Inoltre le foglie appassiranno e moriranno prima del tempo.
Potrete aumentare i livelli di anidride carbonica attorno alle piante utilizzando lievito, zucchero e acqua calda.
La carenza di fosforo si manifesta con ingiallimento lungo il margine fogliare e lo sviluppo di macchie marroni sulle foglie. Questo perché viene alterato il meccanismo di trasferimento dell’energia dentro la pianta.
Potrete incrementare i livelli di fosforo fertilizzando il terreno con bucce di banana essiccate e triturate.
Anche nella carenza di potassio, invece, noterete macchie marroni sulle foglie e bordi ingialliti. Questo sempre a causa di un alterato trasporto dei nutrienti.
Potrete arricchire il terreno di potassio integrandolo con cenere di legno, ricca di carbonato di potassio.

Una carenza di manganese provoca l’ingiallimento delle foglie più vecchie, la comparsa di macchie verdi sulle foglie o anche la comparsa di macchie gialle e fori nelle foglie.
In questi casi si consiglia di usare il sale di Epsom disciolto in acqua sul terreno.
Infine abbiamo la carenza di magnesio, con l’ingiallimento delle foglie inferiori e la comparsa di venature scure. Questo perché il magnesio è fondamentale per la produzione di clorofilla.
Come rimedio potete usare di nuovo il sale di Epsom diluito in acqua.