Cardo marino: come coltivare con successo l’Eryngium dai riflessi blu metallici

Il cardo marino, noto anche con il nome di Eryngium maritimum se preferite la classificazione scientifica, non deve essere confuso con il più ben noto cardo mariano. Il cardo marino è una pianta rustica, molto resistente, perfetta per i giardini costieri, per quelli in stile cottage e per quelli selvatici. E produce degli stupendi fiori blu dai riflessi metallici. Cosa volete di più?

Come coltivare il cardo marino?

cardo marino eryngium

Se state cercando una pianta a bassa manutenzione, che cresce da sola e molto resistente, allora il cardo marino è quello che fa per voi. Pianta resistente, cresce benissimo anche nei terreni poveri. Pianta affetente alla famiglia delle Apiaceae o Ombrellifere che dir si voglia, è una pianta perenne erbacea. Il che vuol dire che in inverno sembra morire, salvo poi germogliare da sola in primavera.

Caratterizzata da una fioritura estiva, questa pianta ha colori tutti particolari. Le foglie tendono all’azzurro metallico, così come i fiori, caratterizzati da un tonalità azzurro-blu-metallica. I fiori spuntano a luglio e persistono fino a settembre. Man mano che invecchiano, però, i fogli diventano argentei. Insomma, se volete dei colori particolari, è questa la pianta da scegliere.

Anche perché è molto facile da coltivare. Come posizione, vuole il pieno sole: ha bisogno di minimo 6-8 ore di luce solare al giorno. Riesce a tollerare il freddo fino a -15°C e ama il caldo estivo. Non patisce la siccità e tollera i climi salmastri. Se non fornite il giusto quantitativo di sole, diminuirà la fioritura e non otterrete la colorazione tipica blu-argentata.

La messa a dimora avviene a inizio primavera, con piante distanziate di 40-50 cm. Ha bisogno di buche profonde, sul cui fondo bisognerà posizionare, oltre che della ghiaia grossolana per aumentare il drenaggio, anche del concime granulare o anche dello stallatico in pellet.

cardo marino

Per quanto riguarda il terreno, ha bisogno di terricci poveri, leggeri, sabbiosi o ghiaiosi. Il terreno dovrà essere ben drenante. Non tollera assolutamente terreni argillosi che trattengono acqua, troppo pesanti o umidi. Il rischio è che sviluppi marciume radicale.

Come irrigazione, tollera benissimo la siccità. Tuttavia se possibile bisognerebbe innaffiarle regolarmente, in modo da garantire una fioritura costante. Da evitare però i ristagni idrici. Questo vuol dire innaffiare solamente quando il terreno è del tutto asciutto.

Non ha bisogno di particolare manutenzione. Potete concimare a fine primavera, ricordandovi poi di eliminare i fiori appassiti. La riproduzione avviene tramite semi.

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