Piante e modi di dire: perché si dice piangere come una vite tagliata?

C’è un singolare modo di dire della lingua italiana che recita così: “piangere come una vite tagliata”. Che forse non è noto o diffuso quanto “piangere come un vitello”, ma più o meno vuol dire la stessa cosa. Ovvero piangere a dirotto.

Cosa significa piangere come una vite tagliata?

vite tagliata

In generale, piangere come una vite tagliata vuol dire piangere a dirotto, in maniera assolutamente disperata e inconsolabile. Vuol anche dire piangere ininterrottamente, a volte anche con il chiaro intento di suscitare pietà o commiserazione nelle altre persone vicine.

Si tratta dunque di un modo per indicare una vera e propria crisi di pianto che si prolunga nel tempo e che non si riesce ad arrestare in nessun modo. Come immagine visiva, evoca qualcuno straziato dal dolore o da una disperazione profondissima che letteralmente si scioglie in lacrime. Può essere anche un modo alternativo per dire “avere gli occhi come due fontane”.

Se il significato è chiaro, un po’ meno lo è il fatto di associare il pianto a una vite. Sembrano due immagini distanti fra di loro, tanto che appare forse più sensato dire “piangere come un vitello”. Tuttavia, esiste un motivo botanicamente specifico per cui si dice piangere come una vite tagliata. Motivo che gli agronomi e i contadini conoscono bene.

Chi coltiva le viti sa bene che in primavera, dopo la classica potatura annuale, dalla vite tagliata sgorga un abbondante flusso di linfa dai tagli. Sembra quasi che la pianta pianga a dirotto. Da qui il modo di dire “piangere come una vite tagliata”.

Uva: ecco chi non può consumarla

Detto questo, se volete cimentarvi nella potatura invernale delle viti, ecco qualche consiglio da parte degli esperti per non sbagliare e non danneggiare le piante.

Mentre se volete coltivare l’uva in casa, ecco qualche pratico trucchetto per coltivare l’uva da seme facilmente, senza troppi problemi.

Articoli correlati