Acheni: cosa sono in botanica? A quale parte della pianta corrispondono?
Ogni tanto quando parliamo di alcune piante, quando arriviamo a descrivere il frutto, abbiamo usato il termine acheni. Ma cosa sono? A quale parte della pianta corrispondono? E a cosa servono? Detto molto brevemente: si tratta di una particolare forma di frutto, tipica di alcune specie di piante.
Tutto quello che volevate sapere sugli acheni

Dal punto di vista linguistico, acheni deriva dal latino achaenium che, a sua volta, deriva dal greco χαίνω (kháskō, che tradotto vuol dire schiudersi). Ma c’è la “a” privativa davanti, quindi il significato diventa “che non si schiude”. Il singolare di acheni a volte lo si trova indicato come achene, a volte come achenio.
Nel settore della botanica e del giardinaggio, quando sentite parlare di acheni ecco che ci si riferisce al tipico frutto di alcune specie di piante, derivante da l’ovario supero monocarpellare. Gli acheni sono considerati frutti secchi indeiscenti, contenenti un singolo seme. Il pericarpo (colloquialmente definita la buccia) può essere variamente indurito, coriaceo e molto denso, arrivando anche a essere legnoso.
La parete coriacea solitamente non è attaccata al seme. Per tale motivo il frutto è indeiscente, non si apre: quando il seme matura, non fuoriesce. Questo vuol anche dire che, a contrario di quanto accade con le cariossidi, negli acheni è possibile distinguere fra seme del frutto e pericarpo. Inoltre il seme è facilmente separabile dal pericarpo.
A volte dal pericarpo si dipartono delle propaggini “piumose” che sono chiamate “pappi”. Queste servono per garantire una miglior diffusione dei semi tramite il vento (i pappi dei soffioni). Alcuni achenei, invece, presentano la “samara”: qui il pericarpo si espande formando una specie di ala semplice, come succede nel frassino o un’ala doppia, come accade negli aceri.
Ci sarebbe poi anche un’altra tipologia di frutto, connessa agli acheni. Si tratta dei frutti definiti achenosi. In pratica è sempre un frutto indeiscente, quindi che non lascia uscire il seme. Solo che è formato da più di due piccoli frutti secchi e indeiscenti, cioè da due o più achenio con pericarpi contigui ai semi stessi. A volte questi acheni riuniti possono comprendere anche il perianzio accrescente.

Un esempio sono gli achenosi del Platanus orientalis: sono formati da tanti acheni conici, ciascuno contenente un singolo seme e caratterizzati da un ciuffetto di peli. Questi acheni sono raccolti in piccoli glomeruli tondeggianti.
Diverse piante presentano gli acheni. Per esempio, sono acheni i semi del tarassaco o soffione (Taraxacum officinale) o anche quelli del girasole (Helianthus annuus). Un altro esempio di pianta con acheni sono le fragole. Così come sono presenti nel castagno, nell’anice, nel cardo e nella lavanda.
Pure la rosa presenta acheni. Quando matura, il ricettacolo della rosa diventa carnoso, formando un falso frutto contenente acheni dal pericarpo legnoso.