Tillosi nelle piante: cosa vuol dire se si formano le tille
Mai sentito parlare di tillosi? Si tratta di un fenomeno che in botanica colpisce i tessuti legnosi delle piante. Tale fenomeno è causato dalle tille (no, non l’omonimo comune francese dell’Alta Francia), estroflessioni delle cellule parenchimatose che finiscono con l’occludere i vasi della pianta.
Tillosi, come riconoscerla e cosa fare

La tillosi è un fenomeno causato dalle tille. Queste estroflessioni a forma di vescichetta si formano a partire dalle cellule del parenchima legnoso e protrudono nel lume dei vasi. Quando le tille aumentano di numero, il lume del vaso finisce con l’obliterarsi.
Quando questo succede, non solo è ostacolato e bloccato il fluire dei liquidi in questi vasi, ma a volte ecco che tutto ciò finisce col causare il deposito di granuli di amido. Questo accade perché , nel caso di un’embolia, inizia la trascrizione di enzimi e proteine che sono coinvolti sia nel metabolismo dei carboidrati che nel sistema di trasporto di membrana.
L’amido accumulato nelle cellule parenchimatose subisce così un processo di idrolisi, con la produzione di zuccheri semplici. Questi sono osmoticamente attivi e, insieme ad altri carboidrati e ioni inorganici come il K+, sono trasportati verso l’apoplasto. Questo causa una riduzione del potenziale osmotico, con conseguente richiamo di acqua e temporaneo ripristino della funzionalità del vaso embolizzato.
Le tille tendono a formarsi in molte piante, soprattutto alla fine del periodo vegetativo. Molto spesso la loro formazione deriva da ferite alla parte legnosa della pianta che vadano a danneggiare i vasi. Tali ferite possono essere causate anche dalla potatura, dall’aratura, dall’uso di vendemmiatrici automatiche…

In altri casi le tille si formano anche a causa di temperature elevate con bassa umidità che causano aumento della traspirazione con riduzione del sistema circolatorio.
A sua volta la tillosi è collegata alla formazione del durame. Noto anche come duramen, con questo termine si intende la parte interna del fusto degli alberi caratterizzata da cellule morte che non riescono più a svolgere le loro funzioni vitali.
A volte all’interno del lume cellulare si depositano sostanze come i tannini che conferiscono al legno una colorazione diversa rispetto alla parte esterna, ancora vitale. Tali sostanze finiscono però con l‘aumentare la resistenza del legno all’attacco di funghi, insetti o anche al marciume causato dall’acqua.
Se però accanto alla formazione di tille si hanno anche fenomeni di cavitazione ed embolia, ecco che la pianta può morire.