Indigofera tinctoria, la leguminosa da cui si ricava il color indaco

La bella pianta fiorita che vedete in foto si chiama Indigofera tinctoria. Non fatevi ingannare dai suoi fiori rosa, perché da questa pianta si ricava il colore indaco. Lo sappiamo, i fiori sono rosa, ma il colore indaco non deriva dalle infiorescenze, bensì dalla macerazione delle foglie.

Come ottenere il colore indaco dall’Indigofera tinctoria?

indigofera tinctoria
Crediti foto: @Kurt Stüber, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’Indigofera tinctoria è un arbusto afferente alla famiglia delle Fabacee, cioè delle Leguminose. In realtà a tale genere sono ascritte parecchie altre piante, diffuse un po’ in tutto il mondo e da cui è possibile ricavare l’indaco, un colorante di origine vegetale.

L’Indigofera tinctoria era nota in India, ai popoli dell’Asia e anche nell’antico Egitto. In Centro e Sud America, invece, l’indaco è ricavato soprattutto dall’Indigofera suffruticosa.

La pianta in realtà produce fiori rosa, ma non è dai fiori che si ricava la tinta: sono le foglie la parte importante. Fra l’altro, man mano che si avvicina il momento della raccolta, ecco che sulle foglie compaiono delle macchie bluastre.

Adatta ai climi tropicali, l’Indigofera tinctoria cresce spontaneamente in Africa, Oceania e nel sud-est asiatico. Se si decide di coltivarla qui da noi, conviene farlo in vaso o in serra. Per due motivi: il primo è che non ama i climi freddi, il secondo è che tende a invadere un po’ gli spazi.

Ma perché le foglie di questa pianta sono in grado di fornire il colore indaco? Il fatto è che le foglie contengono diverse sostanze chimiche, fra cui flavonoidi, terpenoidi, alcaloidi e tannini. Ma la sostanza che permette di creare il pigmento è l’indicano, un glicoside che si idrolizza in indossile e glucosio a causa dell’azione di enzimi vegetali e di soluzioni chimiche.

In particolare, l’indossile, grazie all’azione dell’ossigeno, si trasforma in indigotina o indaco.

indaco

Oltre che come colorante, la pianta era usata dai popoli antiche per le tinture dei capelli, per curare diverse malattie e per decorare ceramiche e superfici.

Ma come si fa a ricavare l’indaco dalla pianta? Bisogna procedere attraverso un laborioso processo di fermentazione. In una prima vasca si fanno fermentare le foglie e i fusti immergendoli in una soluzione basica riducente priva di ossigeno.

Successivamente si passa in una seconda vasca dove si fa ossidare l’indossile ottenuto a seguito della fase precedente, tramite esposizione all’aria e all’ossigeno. Al termine di tale processo si ottiene l’indaco, un pigmento che è insolubile in acqua.

Essendo insolubile, l’indaco si deposita sul fondo della vasca. Si fa così riscaldare l’indaco, in modo da far evaporare l’acqua e recuperare il pigmento ottenuto.

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