Sandersonia aurantiaca: come coltivare con successo le campane di Natale
Questa bella e particolare pianta che vedete in foto non è l’alkekengi, anche se in effetti il fiore assomiglia parecchio ai calici della Physalis alkekengi. Comunque sia la somiglianza è innegabile, tanto che entrambe le piante hanno il soprannome di lanterna cinese. Tuttavia quella che vedete in foto è la Sandersonia aurantiaca, pianta rizomatosa originaria del Sudafrica e dell’Eswatini.
Come coltivare la Sandersonia aurantiaca?

La Sandersonia aurantiaca è una pianta che fa parte della famiglia delle Colchicaceae. Nota anche con il nome di campane di Natale, giglio lanterna cinese o mughetto dorato, è una pianta perenne strisciante.
Pianta estremamente delicata (occhio dunque a quando la maneggiate), ha portamento eretto, ma lasso. Per questo motivo, se si vuole evitare che si afflosci troppo è necessario fornirle dei sostegni.
Erbacea perenne, muore a fine stagione, sopravvivendo però all’inverno. Cresce bene nei climi miti, mentre nei climi più freddi è meglio coltivarla in casa o in serra. Dalla crescita lenta i primi anni (che però si velocizza man mano che passano gli anni), si propaga per divisione (ma solo una volta che è cresciuta e si è stabilizzata).
La sua particolarità è che produce dei bei fiori di colore giallo/arancione che ricordano un po’ le lanterne cinesi. Come anticipavamo, assomiglia molto all’alkekengi, solo che quest’ultimo ha una tonalità più arancione, mentre la Sandersonia aurantiaca vira di più verso il giallo. Un’altra differenza fra le due piante è che la Sandersonia tende a essere più resistente alle malattie fungine.

Se volete coltivarla, ricordatevi che ha bisogno di una posizione in pieno sole. Tuttavia non tollera il caldo eccessivo, a meno che non sia innaffiata frequentemente.
Come terriccio, dovrete fornirle un terreno sabbioso ben drenante, possibilmente arricchito con compost.
Prima di precipitarvi a coltivarle la Sandersonia aurantiaca, però, è bene sapere che si tratta di una pianta tossica e velenosa. I suoi bulbi infatti contengono alti livelli di colcichina, alcaloide tossico presente anche in altre piante della stessa famiglia, come la Gloriosa superba o il velenosissimo Colchicum autumnale.
Attenzione dunque a collocarla lontano dalla portata di cani, gatti, altri animali domestici o bambini in quanto la sua ingestione accidentale può causare la morte.