Enkianthus: come coltivare questa poetica pianta giapponese dai fiori a campana
Avete deciso di dare un tocco originale al giardino, per differenziarvi dai vicini? Ebbene: se siete alla ricerca di una pianta acidofila diversa dalle solite azalee, rododendri od ortensie, perché non provare a dedicarsi alla coltivazione dell’Enkianthus? In particolare l’Enkianthus campanulatus, una bella pianta originaria dell’Asia e molto diffusa in Giappone (ma poco qui da noi). Questa pianta produce dei fiori a campana che sono pura poesia.
Come coltivare l’Enkianthus?

L’Enkianthus è un arbusto di media altezza, alto al massimo 3 metri. A crescita lenta, tende a formare arbusti tondeggianti sufficientemente ampi. Le foglie sono ovalari e di un bel colore verde. Le foglie sono caduche e in autunno, prima di cadere, da verdi diventano arancioni o rosse.
In primavera l’arbusto fiorisce producendo dei grappoli penduli di fiori a campana, di colore bianco, rosa o rosso (dipende anche dalla specie). Praticamente questo arbusto è decorativo in ogni stagione.
Fra l’altro la sua coltivazione non è molto difficile. L’unico fattore a cui prestare attenzione è il terreno, visto che si tratta di una pianta acidofila. Ma andiamo con ordine.
Come posizione, dovrete garantire all’Enkianthus una zona in mezz’ombra nel giardino, che sia fresca, ma non troppo asciutta. Non tollera bene la luce solare diretta, soprattutto durante le ore più calde della giornata. Come temperature, preferisce il freddo al caldo. Inoltre sopporta benissimo anche le gelate più fredde e lunghe.
Veniamo ora al terreno, il punto dolente di questa pianta. Come già anticipato, si tratta di una pianta acidofila. Il che significa che non vuole né terreni calcarei né terreni argillosi. Per lo stesso motivo non ama l’acqua troppo ricca di calcare. Quindi se si vuole coltivare questa pianta bisognerà per forza utilizzare un terreno apposito per piante acidofile, innaffiando poi con acqua piovana. Meglio aggiungere al terriccio anche della torba, particolarmente amata dalle piante acidofile.

Per quanto riguarda l’irrigazione, durante la stagione di crescita, quindi dalla primavera all’autunno, bisognerà innaffiare regolarmente. Questo vale in particolar modo per le piante giovani e i periodi di siccità. Da evitare però gli eccessi che portano a ristagni idrici e causano marciume radicale. Il che vuol dire annaffiare o quando piove poco o quando il terreno è secco.
In primavera e in autunno, poi, sarebbe bene fertilizzare con del concime granulare a lento rilascio. La moltiplicazione della pianta avviene per talea in primavera, con talee posizionate in un mix di torba, sabbia e terra.
Infine, per quanto riguarda le malattie, fortunatamente questa pianta è molto rustica. Attenzione solamente ai ristagni d’acqua e al marciume radicale.