10 piante pericolose e velenose da non mangiare mai

Soprattutto in tempo di vacanze, magari si va a fare qualche scampagnata in aree al di fuori della nostra confort zone. E magari ci si imbatte in piante pericolose e velenose, alcune rare, altre molto comuni. Ebbene: che non vi venga mai la malsana idea di assaggiare queste piante. Guardatele da lontano e poi girate i tacchi.

Piante velenose da non mangiare MAI

piante velenose baneberry bianca

La Senecio virginica o eupatorio alto o sanicolo bianco, noto come radice di serpente bianca, è una pianta con fiori bianchi. Ricca di tremetolo, ecco che quando animali erbivori come le vacche la ingeriscono, assorbono questa molecola in latte e carne. Quando poi andiamo a consumare questi prodotti, il tremetolo entra nel nostro organismo causando una grave malattia mortale.

Attenzione anche agli occhi di bambola. La baneberry bianca produce frutti che assomigliano a piccoli occhi su steli rossi. Tutta la pianta è tossica, ma il frutto in particolar modo. La bacca ha un sapore dolce, quindi può indurre in tentazione. Ma se ingerita può causare arresto cardiaco e morte.

Occhio alle trombe d’angelo. Con fiori rosa, gialli, bianchi o arancioni a trombetta, tutta la pianta è piena di tossine, fra cui scopolamina e atropina.

Ovviamente state lontani anche dall’albero della stricnina. Il fiore del quacchero o noce velenoso produce frutti che contengono semi altamente tossici, ricchi di stricnina e brucina. Una dose minima è in grado di uccidere un adulto in pochissimo tempo, causando convulsioni dolorose e morte.

Pericoloso anche il tasso inglese. Le bacche contengono semi tossici. Se ingeriti, causano dispnea, convulsioni, tremori, collasso e morte per arresto cardiaco. E il guaio è che questa pianta è assai diffusa.

Va da sé che non bisogna neanche ingerire la cicuta acquatica. Diversa dalla classica cicuta (ma altrettanto mortale), la pastinaca velenosa produce ombrelle di fiori bianchi e verdi. La pianta è ricca di cicutatossina, la qualche causa dolori addominali, nausea, vomito e convulsioni. La morte sopraggiunge nel giro di poche ore a causa di insufficienza respiratoria e fibrillazione ventricolare. In particolare, le radici sono molto tossiche.

Anche l’aconito è estremamente velenoso. Afferente alla famiglia delle Ranunculaceae, la pianta contiene pseudaconitina, alcaloide velenoso che causa bruciore agli arti e all’addome. Dosi eccessive possono essere mortali nel giro di poche ore.

L’occhio del granchio o perla del rosario è una pianta rampicante i cui semi contengono abrina, tossina simile alla ricina, ma molto più potente. Pochi microgrammi possono essere letali.

Belladonna: una delle piante tossiche

Se la belladonna si chiama anche ciliegie della morte o bacche del diavolo, un motivo c’è. La pianta contiene alcaloidi tropanici, fra le tossine vegetali più potenti. I sintomi dell’ingestione causano afonia, secchezza delle fauci, mal di testa e dispnea. Le bacche fra l’altro sono dolci, per cui attraggono soprattutto bambini e animali. Considerate che una sola foglia è in grado di uccidere un adulto.

Infine abbiamo il ricino, il quale contiene ricina. Un singolo seme può uccidere un adulto nel giro di 48 ore. E lo fa con sintomi dolorosi, lenti: bruciore di gola e bocca, dolori di stomaco, vomito, grave disidratazione e morte.

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