Un frassino centenario a Moncenisio: tra storia e leggende popolari
Il Frassino maggiore è uno degli alberi più eleganti nei quali ci si può imbattere nell’arco alpino. A dispetto della sua imponenza, non è una specie che tuttavia vive per lungo tempo. Secondo gli esperti è in grado di raggiungere al massimo i 150 anni e spesso, con l’avanzare dell’età, sia i rami che il fusto cedono di fronte alle intemperie. Tra le eccezioni più conclamate c’è il frassino monumentale del Moncenisio, piantato circa quattro secoli fa e riconosciuto albero monumentale nel 2002.

Il frasso da sempre esercita un enorme fascino sull’uomo, motivo per cui ha assunto significati diversi in numerose culture. In passato i Celti lo consideravano simbolo di rinascita e lo associavano addirittura a guarigioni miracolose. Alcuni popoli nordici invece, stupiti dall’altezza e dallo spessore del fusto, pensavano fosse un elemento in grado di sostenere il peso della volta celeste. Il frassino del Moncenisio in particolare, con la sua età avanzata e il suo aspetto imponente, è una testimonianza vivente che unisce tutte le tradizioni. Si tratta di un albero che unisce la storia, le leggende popolari e il fascino della natura, ricordandoci l’importanza di rispettare gli alberi monumentali come custodi del nostro patrimonio culturale.

Questo albero piemontese non è da considerarsi solo uno dei mille modi con cui Madre Natura decide di affascinarci ma anche un esempio di adattabilità delle specie. Questo esemplare cresce infatti in condizioni “difficili”, sopportando vento, basse temperature e terreni poveri di nutrienti. Nonostante questo il frassino rimane in grado di diffondersi senza perdere vigore, dimostrando di riuscirsi a tenere in perfetto equilibrio tra forza e flessibilità. Questa sua incredibile resilienza lo rende non solo simbolo di longevità ma anche un testimone della pazienza della natura, che trova sempre il modo di prosperare anche nel mezzo delle condizioni più ardue.