Tribulus terrestris: la forza antica di una pianta senza tempo

Tribulus terrestris, noto anche con il nome di “puncture vine” per via dei suoi frutti spinosi, è un esemplare che nei secoli è entrato a far parte della tradizione di numerose culture. Utilizzato per lungo tempo come rimedio della medicina tradizionale soprattutto in India e in Cina, è giunto fino ai nostri giorni per via del suo incredibile potere curativo. Il suo punto di forza? Non esiste in realtà una componente della pianta che spicca rispetto alle altre: i frutti, le foglie e le radici si impiegano per realizzare infusi, decotti e polveri.

Tribulus terrestris

Da sempre si impiega il Tribulus terrestris nelle pratiche tradizionali per via del suo potenziale effetto rinvigorente. Se da un lato però questo esemplare costituisce un prezioso alleato per donarci forza, dall’altro è dotato di un’altra qualità fondamentale. Sembrerebbe in grado di proteggere il nostro tratto urinario, evitando lo sviluppo di infezioni, andrebbe a favorire la diuresi e quindi più in generale, si rivela ottimo per sostenere la funzione urinaria. Secondo quanto tramandato dalle pratiche della medicina tradizionale cinese, sembrerebbe addirittura che la pianta possa risolvere problematiche legate all’apparato riproduttivo. Le saponine — composti naturali presenti nella pianta — sono tra i principali responsabili delle sue proprietà benefiche. In particolare, le saponine steroidee, come per esempio la protodioscina, sono state storicamente al supporto della vitalità.

Pianta tra le rocce

Preparazioni fatte in casa possono includere tè che, accostati ad un’alimentazione sana, potrebbero essere d’aiuto nel processo di tonificazione muscolare. Realizzare invece decotti più concentrati offrirebbe un maggiore supporto energetico. In entrambi i casi però è opportuno che si lavori con cautela e soprattutto conoscendo le dosi da utilizzare. Sebbene il Tribulus terrestris possa sembrare a tutti gli effetti un toccasana per la salute, c’è da specificare che molte delle applicazioni popolari non sono state confermate dalla ricerca scientifica. Peraltro l’uso improprio- o ancora peggio eccessivo- potrebbe portare allo sviluppo di effetti indesiderati.

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