Tesori dell’autunno: erbe spontanee che puoi mangiare

L’autunno porta con sé una nuova varietà di erbe spontanee che arricchiscono boschi, prati e campi. Queste graziose piantine non sono solo dei semplici ingredienti per la cucina ma sono la concretizzazione del legame con il nostro territorio e della biodiversità presente in ogni regione. Una volta trascorsi i mesi più caldi le radici, le foglie e i fusti hanno accumulato aromi e sostanze nutritive, infatti si trovano al massimo del loro potenziale. Proprio quando subentra la stagione autunnale arriva di fatto il momento di raccogliere le erbe selvatiche, che possono trasformarsi negli ingredienti principali di zuppe, risotti, frittate, liquori, essenze ed estratti.

erbe spontanee da mangiare

Segue un elenco di tutte le erbe che è possibile raccogliere durante l’autunno:

  • Topinambur: questi tuberi dal sapore dolce possono essere cotti direttamente in forno oppure essere inseriti freschi all’interno di insalate.
  • Bardana: pianta apprezzata principalmente per le sue proprietà depurative. Si impiega generalmente la sua radice per realizzare deliziose ricette, mentre le foglie possono entrare a far parte di ripieni o di stufati.
  • Angelica selvatica: steli e foglie sono in grado di aromatizzare piatti a base di pesce e crostacei. I piccioli e i fusti al contrario possono dare un tocco in più a liquori e a dolci.
  • Acetosella gialla: si contraddistingue per le sue foglioline a forma di cuore. Ha un gusto aspro che la rende ideale per arricchire insalate, condimenti e zuppe leggere.
piantina inquadrata da vicino
  • Cardo mariano: foglie giovani, costole e fiori si impiegano in minestre, zuppe, frittate o pesto, con proprietà depurative per il fegato.
  • Borragine: pianta originaria del Mediterraneo e diffusa spontaneamente in molte regioni italiane, si riconosce facilmente per le sue foglie pelose e i fiori di colore blu-viola. Oltre all’aspetto gastronomico, la piantina possiede proprietà diuretiche, antinfiammatorie e depurative, infatti è tradizionalmente impiegata anche per tisane.
  • Piantaggine: le foglie giovani sono commestibili e si contraddistinguono per il loro sapore, che ricorda vagamente quello di alcuni funghi. In fitoterapia, la pianta è nota per le sue proprietà espettoranti, antinfiammatorie e lenitive. Questo le rende utili per tosse, irritazioni della gola e problemi cutanei.

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