Sciroppo di tarassaco: ricetta e benefici primaverili

Fra le piante selvatiche commestibili più utilizzate e note di sicuro c’è il tarassaco. Oltre che nelle insalate, ecco che i suoi fiori sono usati anche nella medicina popolare sotto forma di sciroppo di tarassaco. Ma a cosa serve questo sciroppo di dente di leone?

La ricetta dello sciroppo di tarassaco

sciroppo tarassaco

Prima di iniziare, due precisazioni. Esattamente come quando si procede alla raccolta dei funghi, anche la raccolta di erbe spontanee e selvatiche dovrebbe essere fatta solamente da esperti. Veri esperti, non persone che si sono documentate su Google. Questo perché esistono piante similari con cui lo si può confondere. E queste piante sono tossiche e velenose. Errori non sono concessi una seconda volta nella raccolta delle erbe spontanee.

In secondo luogo, anche qualora si fosse certi che quel fiore giallo è veramente di Taraxacum officinale (un singolo fiore cresce su uno stelo sottile privo di foglie, le foglie alla base della pianta sono seghettate, se spezzate il gambo secerne un lattice biancastro), prima di procedere alla raccolta per utilizzarlo sia in cucina che come sciroppo è bene essere certi che la zona di raccolta non sia stata trattata chimicamente con pesticidi o erbicidi. E va da sé che non dovrete raccogliere fiori di campo accanto a strade e autostrade, sarebbero pieni di inquinanti.

Detto questo, a cosa serve lo sciroppo di tarassaco? Abbiamo già parlato in passato dei benefici di questa pianta. Qui ricordiamo che è ricco di antiossidanti che riducono lo stress ossidativo, favorisce la digestione stimolando la secrezione della bile, è ricco di vitamina A, vitamina C e minerali e ha lieve effetto diuretico.

Ciò nonostante non vuol dire che tutti possano mettersi a mangiare tarassaco o prodotti da essi derivati. Per esempio, è sconsigliato a coloro che sono allergici ad altre piante della famiglia delle Asteraceae, come camomilla e ambrosia. Ma è anche sconsigliato a chi soffre di calcoli biliari e patologie alla cistifellea, a chi prende farmaci diuretici o anticoagulanti, a donne in gravidanza e allattamento, a chi ha patologie concomitanti o a chi assume farmaci. In tutti questi casi sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico.

Detto questo, ecco che lo sciroppo di tarassaco presuppone che riusciate a raccogliere almeno 200-300 fiori di tarassaco. Questi devono essere raccolti in giornate di sole, a mezzogiorno e da campi lontani da strade. I campi non devono essere trattati chimicamente. Da usare solamente fiori freschi e sani, evitando piante con macchie o insetti.

Una volta raccolti dovrete lasciare i fiori su un vassoio per 10-15 minuti, in modo da far allontanare eventuali insetti.

fiori gialli

Oltre ai fiori, avrete bisogno di 1 litro di acqua, 1 kg di zucchero e 1 limone. Partite separando la parte gialla del fiore dalla base verde, che è amara. Sciacquate i fiori in acqua fredda, poi metteteli in una pentola con 1 litro di acqua e fate bollire per circa 10-15 minuti.

Spegnete poi il fuoco e lasciate il tutto in infusione per almeno una notte. Poi filtrate il liquido usando un setaccio o una garza, strizzando bene i fiori. Versate il liquido filtrato in una pentola, aggiungendo zucchero e succo di limone. Fate sobbollire a fuoco basso finché il liquido non diventa uno sciroppo. Di solito ci vogliono 30-40 minuti.

Versate poi lo sciroppo caldo in barattoli a chiusura ermetica. A questo punto potrete usarne un cucchiaino per volta diluito nell’acqua, nel tè, come dolcificante, sopra i dolci, per insaporire le limonate o anche le bibite analcoliche.

Articoli correlati