Perché si dice “essere alti papaveri”?
Avete mai usato o sentire utilizzare la locuzione “alti papaveri” o “alto papavero”? Solitamente la si usa quando ci si riferisce a un politico o, comunque, a un personaggio importante o di spicco in determinati ambiti. E spesso tale locuzione ha un’accezione non proprio positiva. Ma da dove deriva? Perché associare i papaveri, fra i fiori di campo più comuni con personaggi importanti? Ebbene: tutta colpa di Tito Livio.
Il significato nascosto della locuzione “alti papaveri”

Quando si usa la locuzione “alti papaveri” tendenzialmente si intende indicare le persone che si trovano ai vertici del potere nel settore politico, della finanza o anche dell’amministrazione pubblica. Questo detto deriva da una metafora citata da Tito Livio nell’Ab Urbe condita libri.
L’aneddoto raccontato da Tito Livio ha come protagonista Tarquinio il Superbo, il settimo e ultimo re di Roma. Il re si era incaponito nel voler invadere la città di Gabii, ma non ci riusciva in nessun modo. Così, dove non poté la forza, decise di provarci con l’inganno.
Come prima cosa disse che non era più interessato a fare la guerra alla città di Gabii. Poi convinse Sesto Tarquinio, il figlio, a far finta di essere stato esiliato da Roma. Così Sesto Tarquinio si recò a Gabii, lamentandosi a gran voce che il crudele padre lo aveva esiliato e che cercava asilo a Gabii.
Sesto Tarquinio fu così convincete come traditore che partecipò anche in prima linea a sortite e saccheggi contro i Romani. Anzi: fu così bravo a fingersi un traditore che la città di Gabii lo elesse comandante dell’esercito. I soldati Gabini lo adoravano, anche perché era solito spartire con loro il bottino vinto in guerra.
A questo punto Sesto Tarquinio inviò un messaggero dal padre, chiedendogli quale fosse il modo migliore per prendere il potere. Il messaggero fu ricevuto da Tarquinio il Superbo nei giardini della reggia, ma stranamente il re non gli disse nulla.
Il messaggero pensò che tale comportamento fosse alquanto strano, ma tornò comunque da Sesto Tarquinio. Qui gli disse che il re non aveva dato alcuna risposta alla domanda del figlio. Anzi: tutto quello che aveva fatto era stato passeggiare nel giardino e decapitare con il suo bastone i papaveri alti che crescevano fra i cespugli.
Sesto, però, capì subito cosa il padre avesse voluto dirgli senza parole. In pratica gli aveva suggerito di uccidere o esiliare le personalità di spicco della città, ovvero gli “alti papaveri”. In questo modo la città, priva dei suoi abitanti migliori, cadde ben presto nelle mani dei Romani.
Da lì nacque questo modo di dire. Non tanto perché i papaveri siano i fiori più importanti di un prato. Ma se andiamo a vedere, nei prati non trattati da pesticidi ed erbicidi, solitamente i papaveri spiccano in altezza su fiori selvatici più bassi come margherite, fiordalisi e ranuncoli.

Considerate che, a seconda delle varie specie (esistono diversi generi nella famiglia delle Papaveraceae), alcuni papaveri possono superare anche il metro di altezza, con fiori larghi anche 15 centimetri di diametro.
Se siete interessati alla coltivazione dei papaveri per un giardino informale in stile più naturale, qui trovate una pratica guida con consigli utili. Ma ricordatevi anche il papavero rosso dei campi e il papavero da oppio non sono la stessa cosa. Ma questa è un’altra storia.