Orchidea phalaenopsis: consigli per curarla al meglio

Bellissima e misteriosa, l’orchidea phalaenopsis è un’affascinante pianta esotica che si fa apprezzare per le splendide e resistenti fioriture dalla livrea sgargiante e perché (tre le orchidee) è la più semplice da coltivare, tollerando anche qualche inesattezza dalla mano meno esperta. A tutti almeno una volta è capitato di ricevere o di acquistare un’orchidea, altrettanto spesso – purtroppo – può capitare di vederla perdere vigore in poco tempo. I boccioli iniziano a cadere uno dopo l’altro, le foglie avvizziscono e si staccano e la pianta va incontro a un destino inesorabilmente funesto. La buona notizia è che grazie a questa breve guida potrai coltivare con successo la tua orchidea, correggendo tutti gli errori più comuni.

l'orchidea phalaenopsis

Dove posizionare la tua orchidea

La chiave di volta che può fare la differenza tra un fallimento e un successo è la posizione. Le orchidee vivono nelle foreste, parassitando i tronchi di piante più grandi che fanno loro ombra. Non amano quindi la luce diretta del sole e proliferano in climi umidi. Le loro radici sono in grado di effettuare la fotosintesi, quindi, anche se spesso queste piante vengono vendute in vasi di coccio o plastica puramente decorativi, noterete subito che è presente un vasetto interno trasparente. Vi consiglio di munirvi di un vaso di vetro o plastica trasparente (non bucato sul fondo) per sostituire quello esterno e sistemare la vostra l’orchidea phalaenopsis in modo da garantire il giusto apporto di luce al suo apparato radicale.

  • Il vaso:
    procuratevi un vaso di vetro o plastica trasparente non bucato sul fondo che sia alto preferibilmente quanto quello dell’orchidea (attenzione: il vasetto di plastica trasparente con cui avete acquistato la pianta non deve essere rimosso).
  • L’esposizione:
    le orchidee hanno bisogno di molta luce solare, ma questa non deve essere diretta. Per questo vanno posizione molto vicine a una finestra (possibilmente esposta a nord-est o sud-ovest) che dovrà essere schermata con una sottile tenda nella stagione calda (in special modo se esposta a sud).
  • Troppa luce:
    se notate bruciature sulle foglie o se le foglie assumo un colore scuro che tende al violaceo, la pianta riceve troppa luce solare. Valutate di allontanarla un poco dalla finestra o di schermarla con una tenda sottile.
  • Poca luce:
    se le foglie e i boccioli perdono vigore, probabilmente non c’è abbastanza luce.
  • Temperatura:
    le orchidee non tollerano le basse temperature e le correnti d’aria. Il loro clima ideale si aggira tra i 18° e i 35°.
l'orchidea phalaenopsis

Come annaffiare l’orchidea

Queste piante amano l’umidità, ma è molto facile sbagliare un’annaffiatura e andare incontro a stress idrico e marciumi. Il consiglio è di imparare a decifrare i bisogni della vostra orchidea: quando le radici nel vaso sono verdi ed è presente della condensa, la phalaenopsis non ha bisogno di acqua. Se le radici sono argentate, invece, è necessario procedere con l’annaffiatura.

  • Le orchidee devono essere annaffiate preferibilmente per immersione stando attenti a non raggiungere mai la zona del colletto (dove generano le foglie) perché un ristagno di acqua in quel punto potrebbe far marcire la pianta. Munitevi di un contenitore o sfruttate direttamente il doppio vaso dell’orchidea. Il “bagnetto” dovrebbe durare circa quindici minuti.
  • L’acqua dovrebbe essere a temperatura ambiente, meglio se lasciata decantare una notte. Consiglio: dal momento che l’orchidea non ama le acque con alta presenza calcarea (che invece c’è dalle mie parti) io alterno innaffiature con acqua di rubinetto a innaffiature con acqua demineralizzata o diluisco direttamente l’acqua del rubinetto con quella demineralizzata.
  • Queste piante “respirano” attraverso le foglie: è importante tenerle pulite e umide. Passare delicatamente un panno morbido e asciutto (privo di saponi e detergenti) sulla pagina superiore delle foglie e nebulizzarle periodicamente con acqua demineralizzata senza esagerare, per evitare ristagni nel colletto.
orchidea
orchidee con radici argentate

Concimare e potare l’orchidea

Esistono in commercio concimi specifici che favoriscono e prolungano le fioriture. Vi consiglio di concimare la vostra orchidea ogni tre/quattro annaffiature che saranno più frequenti nella stagione calda e meno in quella fredda. Fate attenzione al dosaggio, concimare troppo la pianta le causerà un accumulo di nutrienti che potrebbe essere molto nocivo. Se noti uno strano ingiallimento delle foglie, potresti aver concimato troppo, tenta di salvare la pianta immergendola in acqua come dovessi annaffiarla e ripeti il processo un paio di volte consecutive cambiando l’acqua per diluire il concime.

Potatura e rinvaso dell’orchidea

L’orchidea phalaenopsis in genere non necessita di grandi potature. Gli steli dei fiori, una volta esaurita la loro funzione, seccheranno e potranno essere tagliati sopra al secondo nodo. Non temete: l’orchidea metterà un nuovo fusto alla fioritura successiva. Le foglie ingiallite si staccheranno con un semplice tocco un volta pronte, senza necessità di ricorrere alle “maniere forti”. Le radici aeree che sporgono dal vaso non andranno rimosse, ma possono essere indice che è ora di alloggiare l’orchidea in un vaso più grande.

Il rinvaso deve essere effettuato circa ogni due anni e vi consiglio di acquistare per l’occasione un vasetto trasparente specifico della giusta misura e buon terriccio per orchidee che dovrete sostituire a quello consumato, staccandolo con delicatezza dalle radici. Approfittate del rinvaso per sondare l’apparato radicale della vostra pianta e tagliate con una forbice disinfettata (con fiamma o con alcol) le parti marce. Una radice marcia può essere facilmente distinta da una sana a causa del colore giallo/bruno e della consistenza molle. Le radici sane sono verdi quando bagnate, argentate da asciutte e turgide al tatto.

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