Nata dal deserto: il segreto naturale che difende le cellule

Nel cuore dei deserti del Nord America, dove le temperature estreme minacciano la vita di numerosissime forme viventi, cresce sorprendentemente una pianta: Larrea tridentata. Questa è attualmente considerata una delle specie della flora desertica più resistenti al mondo e questo lo dimostra la sua capacità di prosperare anche nelle peggiori condizioni, come quelle offerte dal deserto. Un altro punto di interesse che la rende sicuramente una specie da “tenere d’occhio” è il concentrato di sostanze bioattive presente al suo interno. La Larrea tridentata a quanto pare non smette mai di stupire! Vorreste conoscerla meglio? Vi invitiamo a proseguire nella lettura.

Larrea tridentata

Partiamo col parlare di una delle molecole più potenti che si trovano all’interno della pianta, ovvero la NDGA (nordihydroguaiaretic acid), un acido grasso dal potere antiossidante. Il suo compito, entrando più nel dettaglio, è quello di contrastare la formazione di radicali liberi come lo ione superossido, molecole estremamente reattive che risultano dannose per le cellule. Come se non bastasse, se integrata adeguatamente nella propria routine, la Larrea tridentata è in grado di generare metaboliti fondamentali nella segnalazione cellulare. Questa sua caratteristica ha attirato l’attenzione della comunità scientifica, specialmente per comprendere meglio il ruolo di alcuni meccanismi cellulari in contesti patologici.

Fiore in primo piano

Oltre ad essere un antiossidante naturale, risulta anche che questo esemplare sia in grado di proteggerci dall’attacco dei patogeni. La formazione di metaboliti secondari, prodotti dalla Larrea tridentata quando è sottoposta a stress, possono giocare anche a nostro favore proteggendo in particolare da funghi e batteri. La natura in questo caso mette in luce una strategia di competizione e difesa bioattiva: sia le piante sia i microrganismi, come per esempio Penicillum chrysogenum, hanno ottimizzato la produzione di molecole bioattive che migliorano la loro capacità di sopravvivenza. Questo parallelismo sottolinea come, attraverso vie evolutive diverse, organismi molto diversi possano convergere su soluzioni simili: produrre composti chimici che difendono la vita e assicurano la sopravvivenza in ambienti tipicamente ostili.

Articoli correlati