Il gelsomino dei poeti: fragranza, simbolo e poesia

Il gelsomino dei poeti è un’espressione che evoca immediatamente immagini di profumo, poesia e delicatezza. Con questo nome si indica comunemente una pianta nota come Philadelphus coronarius, anche chiamata “fior d’angelo”.

gelsomino dei poeti raccolto

Si tratta di un arbusto ornamentale dai fiori bianchi che sbocciano in tarda primavera. È apprezzato per la fragranza intensa, che ricorda quella dei fiori d’arancio, e per la sua capacità di crescere rigoglioso anche in condizioni non ottimali. Resistente al freddo e poco esigente, si trova spesso nei giardini antichi, lungo i viali o nei pressi delle abitazioni. Non a caso è considerato uno dei fiori più poetici del giardino, tanto da guadagnarsi il soprannome che lo lega alla poesia. Il legame tra gelsomino e poesia, però, non si limita all’aspetto botanico. Esiste anche un altro “gelsomino” entrato nell’immaginario letterario grazie a una delle poesie più celebri di Giovanni Pascoli: “Il gelsomino notturno”. La poesia è un epitalamio, ovvero un canto nuziale dove emerge invece una profonda riflessione sull’amore, sulla vita, sulla morte e sul mistero dell’esistenza.

In questa poesia, Pascoli descrive la sera che scende, i fiori che si chiudono e poi si aprono nella notte, il profumo che si diffonde, la natura che partecipa silenziosamente a un evento umano: la prima notte di nozze. Pascoli utilizza immagini fortemente simboliche e sinestetiche: il profumo che ricorda le “fragole rosse”, i fiori che si aprono senza rumore, l’urna segreta in cui si cela la nuova felicità. È un linguaggio poetico che trasmette pudore e mistero. Questa fusione tra botanica e poesia è ciò che rende il “gelsomino dei poeti” così affascinante. Da un lato, è una pianta reale, con un profumo che evoca emozioni profonde. Dall’altro, è un simbolo letterario, che rappresenta la bellezza fragile, il passaggio tra infanzia ed età adulta, la solitudine del poeta di fronte alla vita che scorre.

pianta di gelsomino dei poeti

Ancora oggi il gelsomino, reale o simbolico, continua a parlare a chi sa ascoltare: non solo con i suoi fiori e il suo profumo, ma anche con le parole dei poeti che, come Pascoli, ne hanno colto il significato più profondo.

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