Guanti da giardinaggio: quali caratteristiche devono avere?
Quando si pratica del sano, buon giardinaggio bisognerebbe attrezzarsi un minimo. Il che non vuol dire avere solamente cesoie, vanga e pala, ma anche munirsi di indumenti protettivi. Fra quelli indispensabili di sicuro figurano i guanti da giardinaggio. Che però non sono tutti uguali: ne esistono di diversi tipi, maggiormente adatti o meno a determinati tipi di lavoro.
Quali guanti da giardinaggio scegliere?

Quando negli articoli vi consigliamo di indossare dei guanti da giardinaggio, vuol dire che bisogna utilizzare dei guanti specifici. Non basta indossare un guanto di lana o i guanti di lattice che usiamo per pulire la lettiera del gatto: quelli non hanno le caratteristiche e qualità necessarie che un guanto da giardinaggio deve avere.
Considerate che questi guanti proteggeranno mani e polsi dal contatto con erbe e fiori velenosi, da schegge, dallo sporco del terriccio e dall’utilizzo di altri strumenti. In generale, un guanto da giardinaggio deve avere una vestibilità tale da permetterci di lavorare senza che scivoli via, ma che sia facile da togliere e che non sia troppo stretto, in modo da non bloccare la circolazione del sangue.
Deve essere strutturato in modo da permetterci non solo di mantenere le mani pulite, ma anche da evitare che si formino graffi, vesciche e calli. Dovrebbero proteggerci dal contatto con le piante velenose o con pesticidi, ma anche dalle punture di insetti.
Dovranno essere sufficientemente lunghi da proteggere i polsi, ma senza che ne ostacolino il movimento. Devono anche avere una presa ottimale, evitando che ciò che teniamo in mano scivoli via.
Detto questo, ecco che in commercio troverete diversi guanti da giardinaggio. Quelli di base e più economici sono i guanti in stoffa. Lavabili, serviranno solo a evitare che vi sporchiate le mani. Non sono sufficienti a proteggervi da schegge, spine, piante velenose o pesticidi. Si rovinano spesso e non proteggono dall’umidità.
I guanti in gomma, invece, di solito sono usati quando si manipolano pesticidi o sostanze chimiche. Il problema, però, è che tengono caldo e fanno sudare le mani. Occhio: se rivestiti con lattice, possono creare problemi a chi è allergico al lattice.

Ci sono poi anche i guanti in pelle, maggiormente indicati per proteggere mani e polsi, da schegge, spine e graffi. Tornano utili anche quando dovete spostare oggetti pesanti. Costano ovviamente di più, non sono sufficientemente traspiranti e non proteggono dal freddo o dal caldo. Inoltre tendono a essere più scivolosi e sono più rigidi, rendendovi difficile piegare le dita.
I guanti in nitrile (anche nella variante di gomma sintetica) tornano utili per proteggere le mani da pesticidi, sostanze chimiche e tagli. Maggiormente traspiranti e morbidi, sono anche idrorepellenti. Unico neo: le spine li trapassano come burro.
Infine esistono dei guanti misti. Sono realizzati in tessuto, ma hanno rinforzi in pelle, gomma o nitrile sulle dita e sui palmi. In questo modo proteggono maggiormente quando dovete potare, quando ci sono schegge o spine in giro o quando dovete diserbare.