Emerocallide: il fiore “di un giorno” che unisce la bellezza all’utilità

L’Emerocallide è un esemplare che molti considerano una semplice macchia di colore che spunta fuori dai giardini, eppure dietro alla sua estetica si nascondono molti segreti. L’etimologia del suo nome, che deriva dal greco antico, ci fa innanzitutto aprire gli occhi sulla sua bellezza puramente effimera. Il termine ἡμέρα infatti significa “giorno”, mentre κάλλος è un aggettivo che fa riferimento alla sua affascinante estetica. Nonostante la sua eleganza sia il primo elemento in grado di catturare la nostra attenzione, in realtà le sue vere meraviglie emergono quando si scoprono le sue proprietà benefiche.

emerocallide in cucina

Pratiche erboristiche millenarie indicano che sia i fiori che i tuberi freschi agiscono sul nostro organismo come dei diuretici estremamente delicati. Infatti, se introdotti nel tratto gastroenterico in piccole quantità, le fibre dell’Emerocallide possono esercitare un blando effetto lassativo. I petali della corolla peraltro sono ricchi di sostanze antiossidanti, il che aiuta le cellule a prevenire i danni dati dallo stress ossidativo. Secondo quanto trasmesso dalla medicina tradizionale le preparazioni a base di radici si impiegano tradizionalmente per supportare la salute del fegato. In passato peraltro impacchi realizzati con le foglie si applicavano su irritazioni della pelle o su scottature di piccola entità.

fiori con petali colorati

Accanto agli impieghi curativi, l’emerocallide trova spazio anche in ambito culinario. I fiori, che sono edibili, se consumati freschi possono aggiungere un tocco di croccantezza alle insalate. In alternativa possono essere farciti con formaggi oppure essere gratinati. Le radici tuberose, che nell’aspetto e nel sapore ricordano delle piccole patate, possono invece essere bollite o arrostite. I boccioli non ancora schiusi, ingredienti famosi della cucina cinese, sono ottimi saltati in padella con aglio e zenzero. I petali essiccati sono invece l’ingrediente principale della tradizionale “zuppa degli aghi d’oro”. Così, dietro ad un esemplare dalla bellezza fugace, si nasconde un universo di usi che mettono insieme bellezza, gusto e salute.

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